Verità supposte

Prendi “Face the Truth”, apri il documento Word e scrivi “Stephen Malkmus”. Non arrivi neanche alla k e subito vieni assalito da una montagna di ricordi, emozioni, situazioni realmente avvenute o solamente immaginate, che questo signore e la sua vecchia band (quella del marciapiede) hanno saputo regalarti negli anni.
Ascolti il disco tutto di un fiato. Lo fai una volta, due, anche tre. Alla fine della prima vuoi spegnere tutto, prendere l’album ed usarlo per pareggiare la gamba del tavolo della cucina. Dopo la seconda, cominci a canticchiare certe canzoni (Pencil Rot, Freeze the Saint) e ad apprezzare le trovate strambe che ne animano altre (Kindling For the Master e Malediction). Nonostante questo, riesci sempre a trovare qualcosa che non va.
Qualcosa che prende “Face the Truth” e lo porta nello “scatolone” della mediocrità. Aurea, ma pur sempre mediocrità.
Al terzo ascolto, tutto diventa più chiaro. I colori appena sfumati si fanno netti, definiti ed anche quello che risultava inconcepibile finisce per essere compreso. Assimilato, quasi.
“Face the Truth” è un album di ricerca. Ricerca di un punto di svolta, di una strada nuova da percorrere e di una creatività ritrovata tutta da scoprire.
Un lavoro di transizione, voluto dall’autore per affermare, una volta di più, che i Pavement erano una cosa (una enorme, bellissima cosa), Stephen Malkmus è un’altra.
Una cosa nuova, diversa, ma non per questo meno degna di attenzione.
Certo, gli otto minuti otto di No More Shoes continuano a restare parte di un polpettone psycho-prog acustico-quellochevoletevoi, inframmezzato da un assolo di chitarra lungo e senza senso, che sta bene nel disco come il pecorino sta bene grattato sulla mousse. Finisci di ascoltare "Face the Truth" per l’ennesima volta, lo levi dal lettore e lo poggi sullo scaffale. Hai scritto anche una recensione, o meglio: l’hai scritta quasi tutta, manca la fine. Eccola.
3 Comments:
beh: è un derby.
Carpacho e Cat Claws meritano entrambi.
Però se vincono i gatti faccio un corteo per le strade di barcellona.
Se vincono i carpachi mi ubriaco (ma quello conto di farlo comunque)
A STALINGRADO NON SI PASSA!!!
er pecorino sulla mousse è un must nella nostra crew a garbamafia!
Posta un commento
<< Home