Compagni di viaggio

Ci sono delle abitudini che non si abbandonano mai.
Che anche se te ne dimentichi, ti ritornano addosso quanto meno te l'aspetti e finisci per assecondarle. Di nuovo.
Ci sono delle abitudini che se non le controlli e le lasci dondolare nella testa, finisce che si trasformano e diventano qualcos'altro.
Diventano manie.
O scaramanzie.
Ogni volta che devo prendere un aereo, ricevo una spinta che dal basso fa muovere le mie gambe e le trascina nella libreria più vicina.
Ogno volta che sono nella libreria più vicina, quella stessa spinta mi costringe a mettere le mani nelle tasche e tirare fuori il portadindini.
OK, è un'abitudine. E neanche una delle più disdicevoli.
Si sta parlando di comprare un libro, mica di spegnere le sigarette sul culo dell'amichetta di turno!
Niente di cui vergognarsi, insomma.
Il fatto è che di solito succede che, in situazioni del genere, mi capita sempre di fare acquisti in apnea, accontentandomi della prima accozzaglia di pagine che mi capita a tiro. Senza pensarci troppo. O per niente.
Di solito, succede che salgo sull'aereo, leggo due pagine e ripongo il libro nel dimenticatoio.
Che poi sarebbe uno zaino, ma dimenticatoio è più poetico.
Quando succede il contrario... è la fine.
"Romanzo Criminale", l'ho comprato una mezz'oretta prima di fare il check in per Barcellona.
In volo non l'ho neanche toccato.
Non ne ho avuto il tempo.
Arrivato in albergo, ho pensato bene di incominciarlo.
Non mi sono più staccato.
Ovunque fossi: sulla rambla, al porto, al mare, seduto in qualche bar e persino al festival, "Romanzo Criminale" era lì con me.
Ogni volta che c'era la possibilità finiva direttamente tra le mie mani ed io improvvisamente venivo catapultato in un altro mondo.
Il mondo del Dandi, del Freddo, di Patrizia e del giudice Borgia.
Un mondo che aveva il colore, il suono e l'odore di Roma.
Una Roma antica e sotterranea. Notturna, pericolosa ed affascinate.
Mentre attraversavo il Barrio Chino, per tornare nell'appartamento preso in affitto, pensavo a come quel mondo non fosse così lontano e che, indagando tra i trans, i pusher e le puttane del barrio, ce ne sarebbe potuto essere un altro, altrettanto pericoloso ed affascinante, da scoprire. Ma io non volevo scoprire. Volevo leggere.
Io camminavo, ed il Dandi era lì con me.
Era lì mentre ascoltavo gli Arcade Fire, cantavo I Wanna Be Your Dog e guardavo in faccia Mark Eitzel.
Era lì mentre il treno si fermava ed io rischiavo di perdere il volo per il ritorno. Era lì mentre spingevo un taxista ad essere più veloce della luce, ed era ancora lì quando, finalmente, poggiavo il mio deretano sul sedile del velivolo giocattolo di Rayan Air.
Il Dandi era lì e c'è anche adesso.
Mi guarda dal comodino mentre scrivo questo post e mi tiene puntata una pistola alla nuca.
"Scrivi bene, altrimenti ci pensano gli amici del Secco".
Ed io scrivo, mentre arrivo a pagina 405 e penso che di viaggi così, con in mano un libro del genere, li farei tutti i giorni.
Scrivo.
5 Comments:
Me lo regalarono un annetto fa, e cominciai a leggerlo con un chilo e mezzo di pregiudizi, pronto a lasciarlo dopo poche pagine.
Invece è davvero stupendo.
Poi vedremo come l'hanno devastato al cinema, ma vabbè, è un'altra storia.
A.30mo
ho grande paura per il film... michele placido...brrr
Tra l'altro oggi sulla repubblica ci sono due pagine su romanzo criminale!
C'è chi non si vergognerebbe affatto a spegnere SIGARI sulle natiche delle amichette...
-marco
ehehehehe
l'ho finito!
e devo dire che il passaggio di scialoja da jedi a sith mi ha lasciato esterrefatto
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