Il ritorno. Un campionato di calcio che inizia pericolosamente.

Oggi inizia il campionato di calcio. Inizia nonostante le fideiussioni false, Preziosi, Giovannone, la serie b che fa le bizze, i sindaci che ne fanno anche di più ed un disamore strisciante che incomincia (finalmente) a farsi largo anche tra gli innamorati più ciechi.
Rinizia il campionato di calcio. E non me ne frega niente.
Me ne frega di "me ne frego". Invece.
Mi spiego meglio: capita che in uno dei miei periodici raid in libreria, sia finito per imbattermi in quella cosa lì sopra. Che sarebbe meglio identificare come la nuova semi-auto biografia di Paolo Di Canio, ma che anche definirla "quella cosa lì sopra" non è poi così sbagliato.
Di Canio, dice il luogo comune, è uno dei pochi calciatori che sa mettere in fila pensieri di senso compiuto.
E mi dispiace, ma il signor luogo comune questa volta ha azzeccato in pieno.
Non solo Di Canio ha dei pensieri e sa esprimerli, Di Canio è ironico, fa battute divertenti, è "sportivo" e si veste anche bene (ma quante diavolo Fred Perry ha?).
Sa anche giocare a calcio divinamente. E' il paradigma vivente del "fantasismo inutile".
E per questo merita rispetto.
Sfogliando il libro rimango attratto da un capitolo dedicato alla musica e, più nettamente, agli Smiths.
Proprio quegli Smiths lì. Mica pizza e fichi.
Di Canio racconta di come è impazzito per i loro album negli anni ottanta, quando ha "incominciato a scoprire che esisteva un tipo di musica poco commerciale, ma molto più interessante". Di come venera (letterlmente) Morrissey ed ami certi dischi della band che, da vent'anni, sono in airplay fisso nella sua macchina.
Il suo primo concerto "vero" è stato degli Oasis negli anni d'oro.
L'altro suo amore: gli U2.
Mica male, soprattutto se rapportato a molti dei suoi colleghi che non vanno oltre Gigi D'Alessio ed Eros Ramazzotti (mai, però, come Zotti ex-?- portierino della Roma e fan dichiarato dei Pixies. Uno che a sedicianni aveva smesso di giocare a pallone perché voleva suonare indie rock).
Anche in questo libro, Paolo Di Canio non rinuncia ad abbandonarsi ai temi scottanti della politica. Anche in questo dimostra coraggio. Coraggio nell'affermare il suo pensiero. Un pensiero sicuramente molto poco condivisibile, ma che non viene nascosto dalle solite frasi di circostanza che i calciatori sparano regolarmente, con il tentativo di non fare torto a nessuno.
Anche se:
- "Io non sono contro gli stranieri che vengono qui per lavorare. Io sono contro quelli che vengono qui per fare i delinquenti" (come se si potesse chiedere il tesserino all'ingresso: "Spacci o lavori? Metti la X dove ritieni sia più consono.”)
- "Purtroppo in questo paese le persone di destra vengono discriminate";
- "I miei ideali sono quelli del fascismo del ventennio. Anche se un ritorno alla dittatura rimane un'utopia";
- "I tifosi della Lazio vengono sempre strumentalizzati dai giornali. Tutto quel casino sulle svastiche portate allo stadio, quando erano solo un modo per rispondere agli striscioni altrettanto offensivi che la curva del Livorno mette ogni domenica";
- "Non capisco: io sono un pessimo esempio perché dal mio braccio si intravede la scritta DUX, mentre quelli che hanno Che Guevara ed agitano i pugni chiusi sono degli eroi".
Certe frasi meriterebbero una dose costante di calci nel culo. Magari con in sottofondo Bigmouth Strikes Again.A tutto volume.
Magari.
10 Comments:
però se apre un blog, alla prossima partita gioca con noi e non gli chiediamo nemmeno di fare il turno in porta
Esatto. Nuova campagna di Di Canio: "Una Fred Perry per un Visto". Immigrati sì, ma con stile. Lavori o fai il calciatore? Metti una X
Ma ora che il Mozzer registra il disco nuovo a Roma, secondo voi, la sera poi usciranno insieme a fare scritte sui muri?
A.30mo
ahahahah
Colas ti sei ripreso sul finale!!!
Scusami ma Di Canio ha dimostrato più di una volta di essere un idiota, e quello che uno fa trapelare di sé in pubblico (soprattutto se trattasi di TV, giornali, ecc...) è più che spesso FALSO.
E' in verità un naziskin e pure violento... scommetto.
no, dai, coglione non è.
Nel senso: a differenza degli altri calciatori sembr aun fulmine di guerra.
Con delle idee seriamente del cazzo. questo sì.
Zotti, un grande! Però, visto Coppola contro il Milan, mi sa che è dura giocare titolare.
Ehm, sbaglio o hai nominato i Pixies?
-nordovest
eheeheheh, l'ho fatto per zotti.
Sul cervello di Di Canio non ho dubbi....
ma il fascismo è morto e sepolto, continuare a parlarne alimenta in persone che incece il cervello non lo hanno strane idee nostalgiche....
thebig
Ma che morto e sepolto... fatti un giro per Roma e ti accorgerai di quanto il fascismo sia vivo. Forse meno che ai tempi del colpo di Stato di Borghese, ma sempre abbondantemente sopra il livello di guardia.
Su Di Canio, da romanista sfegatato e antifascista altrettanto sfegatato, è meglio che non mi esprima.
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