Per te che non ci sei più

E' passato del tempo. Quasi una settimana ormai.
Una settimana che la testa ciondola senza tregua e che la barba non viene tagliata.
Una settimana che la tristezza regna sul mio volto.
Ché le espressioni sono importanti tutte, ma quelle tristi di più.
Che poi lo so che non ha senso stare così, che la vita riserva sempre delle sorprese, che certe volte basta aprire la porta di casa ed uscire fuori per sentirsi il mondo ai propri piedi.
Lo so. Ma sono passati pochi giorni. E pochi giorni sono pochi giorni. E basta.
Sicuramente non il tempo necessario per smaltire una delusione del genere.
Il problema, vedi, è che mi ero abituato a te come non mi era mai successo con nessuno prima.
Mi ero abituato a vederti girare intorno, a stare in mezzo alle mie cose, a condividerle.
Farne parte.
Mi ero abituato a dividere tutto con te: sogni, speranze, viaggi, lavoro, nottate in piedi, serate nate per essere solitarie e poi trasformatesi in un "gioco a due".
Tutto. Insomma.
Ed è per questo che adesso fa così paura.
La paura di rincominciare. Da solo.
Anche uscire di casa per andare a fare la spesa è diventato diverso da prima.
Un "prima" che è talmente vicino all'oggi che finisce quasi per farmi orrore.
Mi manca il tuo sempre costante sottofondo, il tuo essere capace di distrarmi ed attirare la mia attenzione in qualunque momento.
Mi manca quel dono, unico ed incredibile, che hai di catturare sempre il centro della scena e diventarne il protagonista.
Tutti i momenti, quelli belli, quelli brutti e quelli "medi", di quest'ultimo anno sono stati segnati dalla tua presenza.
Presenza che faccio fatica a considera assenza. Ma ormai è così, e me ne devo fare una ragione.
"Buttati sul lavoro, circondati degli amici" mi dirai tu.
Già, come se fosse facile.
Gli amici ci provano, mi sono intorno, mi consigliano come reagire, cercano di darmi la soluzione e di procurarmi l'aiuto di cui ho un serio bisogno.
Ma niente. Il loro aiuto non serve a niente.
Il problema è che il "loro aiuto", non è "il tuo aiuto".
Ed è di quello che ho bisogno io, adesso.
Ho bisogno di te. E basta.
Questa mattina leggevo sul giornale che esiste in Olanda una clinica che fa miracoli.
Un posto dove una persona entra con tutti i suoi ricordi ed i segni lasciati dalla vita.
Un posto da dove una persona entra vecchia ed esce nuova.
Un posto dove quei ricordi e quei segni lasciati dalla vita, di cui parlavo prima, vengono azzerati.
Un posto dove poter ripartire da zero.
Penso che dovremmo andarci, io e te.
Più tu che io. In realtà.
Gli amici pensano che ti farebbe bene e che dopo una cura del genere potremmo tornare a stare insieme come se niente di quello che ci è accaduto sia in realtà successo.
Io non lo so. Ho paura.
Da un lato la possibilità di riaverti qui con me mi fa volare alto mille metri, dall'altro ho il terrore che un trattamento del genere possa cancellare anche tutto quello che di bello c'è stato tra noi.
Ed è un bello veramente grande che solo l'idea di toccarlo mi fa tremare le ginocchia.
Ho il terrore che dopo un trattamento del genere io debba trovarmi ad avere a che fare con una persona diversa.
Una persona diversa con cui mettere in piedi un rapporto, mentre quello che voglio davvero sei ancora tu...
Il mio iPod.
16 Comments:
eternal sunshine of the spotless ipod?
un bel walkman molto eighties, nastroni e mega cuffie. olè
che bella dichiarazione d'amore:ma allora è proprio andato?
dal mio,una volta,si sono cancellate delle foto,ma la musica è sempre lì.
proprio ieri sera Io, Marco e il Presidente ci chiedavamo che fine avesse fatto il tuo iPod e, scusaci, ma ci veniva proprio da ridere. Cazzo Colas proprio un cultore come te si frange su un iPod? Tra qualche anno ci saranno dei microchip da applicare al culo che ci risolveranno ogni tipo di problema... basterà una scoreggia.
ma lo sai che hai scrito delle parole stupende per un iPod, ma una donna non ce l'hai?
ce l'ho.
ma grazie a dio non si è abbandonata a dubbi per colpa di questo post
Ci sono cascato come una pera cotta fino all'ultima riga. Uffa.
A.30mo
Geniale.
se il tup iPod sapesse leggere sono sicuro che in un attimo tornerebbe da te.....
thebig
stupendo...
nel frattempo potresti tornare al passato, a quelle belle audiocassette col loro fruscìo tanto lo-fi..
al nastro da far avanzare con la penna per risparmiare batteria...
il fatto è che io non ho mai avuto un buon rapporto con gli oggetti tecnologici e se non avessi distrutto tutti i walkman in mio possesso non l'avrei mai comprato l'ipod.
e poi, rispondo a sarak, per un cultore come me l'ipod ha permesso di potremi muovre in giro per l'italia senza il valigione di soli cd ma solo con un oggettino nella borsa in cui dentro potevo mettere tutti i miei cd del valigione.
non so in che lingua ho scritto ma si è capito, spero:D
...sì Colas lo so. E' che era divertente tutto questo trambusto: tu non sai il macello che ho fatto quando si è rotta la mia tazzona della colazione!
Dai però aricompratelo l'iPod... con tale attrezzeria futuristica sarà un obbligo e una continua routine "aggiornarsi".
Ciao bello: stasera Valderrama5!?
costa troppo.
spero proprio di non doverlo "aricomprare".
in caso: non so se ho vogli a di ricomprarlo.
Stasera: settlefish e disco drive ad aquino.
Capisco i valderrama, ma l'accoppiato secondo me è da non perdere.
ascolta:
http://www.discodrive.org/musica/allaboutthis.mp3
e guarda:
http://www.settlefish.com
caro colas, ti vedo e ti piango fraternamente. o sorernamente. fai te. se ti ricordi a me l'abbandono era toccato in malasorte ben due volte, da due diversi e loschi gnappetti bianchi. ora vivo con serenità la mia condizione. giurin giurella. (sob..)
bbbbbuauauauuabbabauauauaaaaaahahah
Bel post!
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