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Weeds



mercoledì, settembre 14, 2005

Coltivo dove tutti han detto che non cresce un cazzo


Esiste provincia e provincia.
Quella che accetta la sua condizione e la vive serenamente e quella che, pur non facendo niente per migliorare il proprio stato, si crede città nascondendo con l'0stentazione la propria miseria e povertà culturale.
In un posto del genere, un luogo in cui sentirsi veramente a casa ti può quasi salvare la vita.
Se i miei quindicianni fossero stati trascorsi osservando le vetrine di un negozio di dischi che esponeva l'intera (quasi) discografia dei New Pornographers, probabilmente la mia vità provinciale sarebbe stata di tutt'altro tenore.
Per due motivi.
Perché senza Internet, i blog, il p2p e via cantando, avrei finalmente trovato il modo di avere la mia musica senza svenarmi, oppure facendola inseguire da amici poliglotti.
E soprattutto perché, quando avevo quindicianni io, i New Pornographers non esistevano ancora e trovarseli esposti nella vetrina di un negozio sarebbe stato quantomeno strano.
Una roba da chiamare il Doc Emmet Brown e chiedere spiegazione sui suoi ultimi viaggi ad ottanta miglia all'ora.
I Galaxy500, i Gun Club, gli Stones e i Dream Syndicate, invece, c'erano già (a dire il vero qualcuno non c'era già più), solo che nessuno si sarebbe sognato di metterli in vetrina.

Marco l'ho conosciuto a scuola. Erano i tempi del ginnasio (miei). Prima di entrare in classe si parlava di N.B.A. e di basket in genere.
Di musica mai.
Marco era uno strano e piuttosto popolare nella scuola. Lo trovavi a tutte le partite seduto sugli spalti, intento nel raccogliere statistiche.
Se non avesse ricevuto la folgorazione, a quest'ora sarebbe il nuovo Rino Tommasi.
Ma l'ha ricevuta. Eccome se la ricevuta.
Alla fine di quell'anno ho cambiato scuola. Marco l'ho perso di vista.
Per ritrovarlo ci sono voluti quattro anni.
E' successo in un negozio di dischi, si chiamava Musicheria ed era il primo tentativo di negozio "altro" della città. Ci andavo da tempo, ma ad un certo punto il tempo si è moltiplicato.
Uscivo da scuola... e correvo lì. Uscivo il pomeriggio... e correvo lì.
Com'è e come non è, un banale negozio di dischi era diventato Il Posto. Quello in maiuscolo.
Nelle ore passate lì dentro si ascoltava musica, ma soprattuto si parlava e ci si conosceva.
E' durata per un po'. Poi Riccardo (così si chiamava il padrone) ha chiuso. Non ce la faceva più.
Mi ero già trasferito a Roma, ma ho preso un treno apposta per non mancare al grande (triste) giorno.
Sono uscito da lì con in mano un disco dei Notwist ed uno dei Silver Jews. Era il 1998.
Non avevo mai ascoltato niente di quelle due band. Da allora sono diventate una costante.
Io ho fatto la mia strada, Marco la sua. Come tutte le persone conosciute tra quelle mura hanno fatto la loro.
Non ci siamo più persi di vista. Tra una serata alcolica e l'altra è successo che lui si è laureato ed ha aperto un blog. Un blog necessario.
Da lì in poi deve essere scattato un interruttore e Marco si è messo ad inseguire i suoi sogni.
Sogni di cambiamento e di bisogno di fare qualcosa per la sua città.
"Think global, act local", dicevano i R.E.M. E lo dice anche Marco.
Oppure sono io ad immaginarmelo mentre lo dice.
Il suo blog oggi diventa un negozio di dischi. Un negozio di dischi con annesso blog.
Un negozio dove in vetrina ci puoi trovare i New Pornographers, ma anche Galaxy500, Gun Club, Stones e Dream Syndicate. E poi: Low, Sleater-Kinney. Sigur Ròs e R.E.M.
Un negozio dove a quindicianni mi ci sarei perso dentro volentieri, e volentieri mi ci perdo anche oggi.

Esistono due tipi di provincie, ed esistono le persone.
Quelle che si alzano in piedi e si buttano sulle idee come i kamikaze sugli autobus.
Quelle che, in un modo o nell'altro, provano a cambiarla quella cazzo di realtà che hanno intorno.
E rischiano.

In bocca al lupo (o all' enorme Ligabue), Nordovest!
Un paradiso rock and roll (ed anche un po' socialista)

8 Comments:

Blogger Brutus said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

4:38 PM  
Anonymous sarak said...

It's only rock'n'roll but I like it.
Ci voleva qualcuno che avesse la calma necessaria...

Di nuovo auguri a Marco

11:01 PM  
Blogger sadpandas said...

*ottimo* post
(totalmente condivisibile e privo di qualsiasi tipo di sciocca retorica).
Inculoallabalena a Marco.
(proverò a fare qualche chilometro e a passare di là)

9:40 AM  
Anonymous Anonimo said...

mah, a me non pare niente di che!

4:21 PM  
Blogger colas said...

behy e invece ti dico che è una gran cosa.
Ha fatto uno strano effetto ritrovarsi tutti là dentro.
ma veramente tutti, anche il padrone di musicheria.
vero e proprio passaggio di testimone.

Massi, fatti un giro da marco che ne vale la pena e fatti un giro in genere che ultimamente sei diventato più irrintraccibile della primula rossa:D

eddaje!

4:49 PM  
Anonymous Anonimo said...

"Quelle che si alzano in piedi e si buttano sulle idee come i kamikaze sugli autobus". Grazie per questa frase, grazie per aver capito tutto di questa giornata e di questo "momento storico". Ed è solo l' inizio...

- comunque mi pare che la chiusura di musicheria fu nel 1999.

-nordovest

7:34 PM  
Blogger sadpandas said...

oh ma io in giro ci sto pure troppo.
è che latito in certi posti.
Quasi più probabile che arrivi prima da Marco ;)

8:02 PM  
Anonymous Anonimo said...

in realtà max la pop è come Donnie Darko ; vive in due dimensioni parallele... (ma entrambe intrise di aperitivi con alcune persone...)

Pier e Matteo!

11:08 PM  

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