Il materiale e l’immaginario. Signora libertà, signorina fantasia.

Dice il vecchio Scuotilapera: “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”. Punto interrogativo.
Che anche se nell’originale non c’è, io ce lo metto lo stesso, perché una cosa del genere porta domande. O almeno le porta a me.
Sicuramente siamo fatti dai nostri sogni, è capire di cosa sono fatti loro che è difficile.
Ogni tanto qualcuno ci riesce. Ma sono in pochi. Veramente pochi.
Il mondo è pieno di gente di talento, sono i geni che latitano. I geni veri, dico, mica quelli presunti.
Di quelli son piene le fosse ed i sensi di colpa.
Perché il genio vero lo riconosci subito. Lo riconosci da come osserva le cose e le persone, da come cerca di sorprendersi e poi sorprendere, dalla tendenza che ha di scegliere sempre la strada meno battuta. Dal coraggio e dalla voglia di rischiare.
“Dall’altruismo e dalla fantasia”, diceva quell’altro.
Eh sì, la fantasia è il nodo. La chiave di tutto. Ci sono quelli che nascono con l’immaginazione più potente di qualsiasi altra cosa possiedono. Quelli che se fissano un muro è perché ci vedono un mondo. Quelli che tenendo in mano un oggetto toccano una persona, una folla, una moltitudine.
I Lennon, i Maradona, i Dylan, i Kandinsky e i Terry Gilliam.
Già, Terry Gilliam.
Perché c’è poco da fare, i geni non li puoi fermare e non li puoi incatenare.
Ma possono farlo loro stessi. Da soli.
Costretti ad inseguire i “propri numeri” finiscono per venirne travolti. Ed i numeri sono difficili da governare, soprattutto se non hai una “beautiful mind”.
Gilliam è considerato un “ammazza film”. Ad Hollywood ci sono produttori che sono disposti ad aprire le finestre e farsi grattacieli a faccia avanti al solo sentire nominare “Il Barone di Munchausen”. Per dirne uno.
Perché funziona così: scrive un film, cerca i finanziamenti, convince i produttori, stila un budget, arruola i tecnici e gli attori. Inizia a lavorare.
Ed è lì che scatta qualcosa. Il definito diventa indefinito e la fantasia entra a gamba tesa sull’ogni: scene, scenografie, movimenti di camera. Tutto.
Ed i giorni di girato aumentano, i metri di pellicola girano.Ed i budget decollano. Ma di brutto.
Poi succede che arriva anche la sfortuna. La “dea bendata che ci vede benissimo”.
E si sa che quando la sfiga tende la mano non c’è più niente da fare.
I set vengono chiusi, i film saltano e Terry Gilliam torna a fare a cazzotti con le sue idee.
Nuove, perché i geni non stanno mai fermi. I geni si annoiano e prima di stupire gli altri hanno il bisogno fisico di stupire loro stessi.
Per cui si rimette al lavoro, archivia i tentativi e riparte all’inseguimento dei suoi sogni.
Sogni talmente grandi che non entrano in una villa dell’Olgiata.
Sogni che chiamano altri budget imponenti ed altre sfighe.
Ma a Terry non importa. Lui va avanti e si prende i suoi tempi.Ed ha ragione.
“The Brothers Grimm” è l’amuleto. Il ritorno. Il sogno che diventa pellicola e finalmente esce fuori dal cassetto.
Ci sono attori importanti (gli attori sono le vera fortuna di Gilliam, fin quando certe star vorranno lavorare con lui qualche produttore ci cascherà sempre). C’è la Bellucci meno Bellucci del solito ma sempre Bellucci, c’è Matt Damon (ed è veramente bravo) e c’è Heath Ledger, che è supremo.
Ma è “il mondo” in cui il film vive ad essere il vero protagonista, la foresta nemica in cui gli alberi sono nemici degli uomini, gli insetti soldato, i corvi vedetta.
E’ sempre così con Terry Gilliam, è il “contorno” ad essere importante. I dettagli.
Le piccole trovate che in realtà nascondono idee magniloquenti.
“The Brothers Grimm” prende tutte le fiabe degli omonimi fratelli, le mischia e le rende parte di una storia. La storia di due fratelli, poveri e cialtroni. Due fratelli in lotta con la fantasia e la mancanza della stessa. Ed è così che le favolette della buonanotte vengono rappresentate per quello che in realtà sono: incubi.
Spettrali e terrorizzanti incubi. Incubi da cui ti salvi solo grazie alla percezione che hai di quelle storie e dal fatto che, comunque vada, “le storie le scrivi proprio tu”.
Probabilmente andrà male anche questo film.
Probabilmente Gilliam prima o poi farà un film normale, un non-kolossal, uno da girare in un paio di mesi e non di anni.
Probabilmente, ma ora è bello vederlo ancora qui, a fare a pugni con i sogni.
I suoi ed i nostri.
25 Comments:
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ma è già uscito???
scrivi molto bene di cinema, dovresti farlo di più.
e dovresti fare un libro!
uffaaaa! lo spam.
oddio,anonimo, grazie, ma un libro non sarei proprio in grado di farlo.
e l'italiano del mio ultimo commento lo dimostra:D!
Oddio no. Matt Damon lo odio con tutta l'anima. E' più forte di me. Tra i primi 3 in un'ideale classifica di facce di merda del cinema assieme a Ben Affleck e Val Kilmer.
Oh!
ti giuro che nel film rende bene, forse perché è conciato da ewan mc gregor.
Scuotelapera, anche detto Scuotilancia. Dipende da dove metti la "s" :D
OK, adesso non devo più scrivere di questo film: riprendo il tuo post, e siamo a "post" così (hahahahaha come sono simpatica)
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Gilliam è un mio eroe. Uno che ha fatto Brazil è il mio eroe.
Scisse Flaubert: Il genio, inutile capirlo è una nevrosi.
Va bene, anch'io metto BRAZIL tra i migliori film della Storia del Cinema (non alla vetta però se no direi una stronzata), ma caro Colas scusami... un genio è un'altra cosa.
Il genio spacca tutto... sempre.
Gilliam ha dalla sua una innata potenza visionaria e vivaddio ci ha regalato perle celluloidee.
Ma il genio spacca tutto.
oddio... scrisse Flaubert
Pardon
appunto: gilliam spacca tutto.
come spaccavano tutto i monty python
La leggenda del re pescatore era un film quasi normale. E credo sia quello che ha avuto più successo.
Più delle Dodici Scimmie?
La leggenda del re pescatore era normale per lui... comunque il film di un visionario (sicuramente uno dei suoi migliori!)
Si, negli Stati Uniti. Ebbe anche qualche nominations agli Oscar se non erro. Peraltro, per una strana coincidenza c'è stasera in tv su R4.
Ah dimenticavo: Il materiale e l’immaginario era la mia antologia alle superiori.
non esistono le coincidenze
:)
ammetto di essermi ispirato alla canzone dei perturbazione, ma facciamo anche alantologia!
antologia...
o dislessia!
dodici scimmie, leggenda re pescatore, spaccano qualcosa che evito di dire.
Gilliam è un grande perché davvero basta BRAZIL per amarlo incondizionatamente, ma per me lui non è uno che ha sempre spaccato.
Comunque genio visionario ne ha da vendere, inutile polemizzare su uno dei pochi artisti validi che ci è rimasto
i gusti sono gusti e non sono sindacabili, a me ad esempio Il Re Pescatore è piaciuto e neanche poco.
Sicuramente un buon film
Trust the toad!!!!
ahahahah pensa che volevo metterlo come sottotitolo, al posto di ric flair!
Io adoro Gilliam ma ho sempre paura che mi deluda (in realtà poi non mi sono mai pentito, perchè anche quando sbaglia o comunque potrebbe fare meglio è un grandissimo), se però ne parli così non vedo l'ora di vederlo.
beh, spero che tu non rimanga deluso. Allora.
Altrimenti è colpa mia... me misero, me tapino!
Bel post... lo condivido praticamente nelle sua interezza.
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