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Oltre la traversa (Il Mucchio Selvaggio 2002/2003)


Weeds



martedì, ottobre 18, 2005

La lega calcistica dell'indie rock

Ce lo dice la storia:
i calciatori si dividono in due categorie. Quelli di Serie A e quelli di Serie B.
OK, è una cazzata, ci sono la C1 e la C
2, i dilettanti e tutto il cucuzzaro.
Ma cercate di capirmi: tutte queste serie non c'entrano nulla con la storia che voglio raccontare, per cui facciamo finta che sia così:
esistono i calciatori di Serie A e quelli di Serie B. Punto.

Esistono calciatori che con la casacca dei campioni addosso ci nascono, che hanno il mondo ai loro piedi prima ancora di imparare ad allacciarsi le scarpe.
Gente che il numero dieci l'aveva sulle spalle prima ancora dell'ecografia.
Subito dopo il test di gravidanza e poco prima delle analisi di rito.

Poi ci sono quelli per cui le cose non riescono mai come vorrebbero, oppure riescono ma costano fatica, lavoro e sudore.
Cose che se sono semplici per alcuni, per altri sono difficilissime.
E forse, per forza di cose, più belle.

Poi ci sono quelli che la stoffa del campione ce l'avrebbero pure, ma per ragioni di attitudine e temperamento si accontentano di passare tutta la carriera a fare le stelle nelle stalle.
Quelli che sono in Serie B, ma giocano da Serie A.

I Fuck hanno una particolarità.
A dire il vero ce ne hanno diverse.
La prima è il nome. ovvio.
Nome che se lo leggi o lo senti pensi ad un gruppo hardcore, ma se lo ascolti dalle casse di uno stereo ti sorpende facendosi sinonimo di sgarrupata gentilezza e cazzaragine.
Un'altra delle particolarità dei Fuck è che sono un mito che cammina.
Una piccolissima leggenda di culto. Nel senso che li conoscono in quattro/cinque, ma quei quattro/cinque ne vanno fierissimi.
C'erano prima di Pitchfork e probabilmente ci saranno anche dopo.
C'erano quando c'erano i Pavement e con loro condividevano suono e cazzaragine.
Ma non avevano quelle stesse facce lì, nessuno di loro era alto, magro e bello.
Nessuno di loro era Stephen Malkmus o Spiral Stairs.
Ma erano di certo gli unici alter ego possibili e credibili (molto più dei Silkworm, secondo me).

A loro modo sono stati altrettanto influenti. A loro modo.
I Fuck hanno pubblicato diversi album, molti dei quali ormai riperibili solo al banchetto dei loro concerti. Tra quelli che si trovano con maggiore felicità, meritano sicuramente un ascolto "Pardon My French", "Conduct" e l'ultimo "Those Are Not My Bongos" (oppure andare qui e provate scaricare tutto quello che serve per farsi un'idea), ma quello che vale senz'altro la pena di fare è trovarsi sotto il palco durante un loro concerto.
Che poi concerto è riduttivo, si dovrebbe parlare di spettacolo di magia (letterale), cabaret, living theatre ed anche musica. Ovvio.

Ma la particolarità dei Fuck, dicevo, è quella di portare una fortuna incredibile a tutti quelli che li sfiorano tranne che a loro stessi.
Moltissime band che hanno aperto per loro hanno fatto strada, riempito arene e venduto migliaia di copie, alcuni pure milioni (per dirne un paio: Blonde Redhead, Modest Mouse, Cat Power). Loro sono sempre rimasti ad agitarsi sui palchi dei clubbetti.
A giocare da Serie A su un campo di Serie B. Appunto.
In questi giorni, escono due side-project. Entrambi per la Homesleep

Gli Yo Herve sono il gruppo di Kyle, il batterista (una persona con cui è facilissimo trascorrere ore a parlare di hip hop indiano), e della sua fidanzata. Sono il primo disco di un'etichetta indie italiana ad uscire solo su iTunes, ma questa è un'altra storia.
Poi ci sono gli Staff, il gruppo di Tim e Geoff, e sono uno spasso.
La versione rock and roll degli stessi Fuck.
Un divertissement da tre/quattro stelle, televisore con impianto satellitare e bagno con vasca idromassaggio.
Sabato prossimo (il 29 per la precisione) suonano a Bologna, al Covo, e questa è la prima canzone del loro nuovo album (che per altro si chiama "If It Ain't Staff, It Ain't Work a Fuck").

Forse la promozione non la otterranno mai, ma importa poco.
Il loro campionato l'hanno già vinto parecchio tempo fa. Ormai.

(Non c'entra niente, ma date uno sguardo alla Fuck's Celebrity Hall of Fame. Ne vale la pena davvero.)

5 Comments:

Anonymous LaGiulia said...

Yo Herve... come Hervé Villechaise, il nano di Fantasilandia?
"Boss, boss! Ze plane! Ze plane!"

5:47 PM  
Anonymous marco said...

Tutto bello e tutto vero. Ma il concerto mi sa che sia sabato prossimo..

6:12 PM  
Blogger colas said...

hai ragione. correggo!
il nano di fantasilandia aveva una sordida storia di sesso con il nano di twin peaks

6:40 PM  
Blogger Mr. Onward Toward said...

Does the @@@@@@@@ offend you?

10:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

heeeeey youuuuuuuu motherfuckeroos!:D

12:03 PM  

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