"Chuck Norris ha contato fino ad infinito - due volte."

Questa l'ho già raccontata.
Ma lo faccio di nuovo, come fanno i nonni a tavola il giorno di Natale.
Gli autobus notturni di Roma sono delle piccole astronavi.
Sembrano autobus, ma sono astronavi. Fidatevi.
Te ne accorgi dalla quantità di alieni che portano a spasso.
Una volta, mentre ne aspettavo uno al capolinea (saranno state circa le cinque del mattino), la mia attenzione è stata attratta da un tale, piuttosto in sovrappeso, barba bianca e sguardo perso nel vuoto.
Tirava calci. A qualsiasi cosa. Semafori, pensiline, segnali di avviso fermata. Qualsiasi cosa.
Lo so, non avrei dovuto guardarlo, ma proprio non ci riuscivo. La bellezza sguaiata di quei calci scoordinati era uno spettacolo irrinunciabile.
Fino a che non se ne è accorto, si è girato e mi è venuto incontro.
Proprio mentre spostavo indietro la mascella, giusto per abituarmi al colpo che temevo mi sarebbe arrivato da lì a poco, lui ha parlato:
"Mi riconosci?"
"Ehm... no, non credo di averti mai visto e..."
"Mi riconosci?"
La voce diventava più alta..."No, non ti riconosco, ma forse quella volta che..."
"Mi riconosci?!". Urlava.
"No, non ti riconosco."
"Ma come, sono Chuck Norris. Walker, Texas, Ranger."
Proprio così. Scandendo le parole una ad una.
Ora a Chuck Norrris, quello vero, due pazzi hanno appena dedicato un blog.
Questo.
Un atto d'amore per l'unico vero possibile salvatore della razza umana.
Per i pazzi ancora più pazzi di quei due di poco sopra (e del Chuck Norris della Stazione Termini):
ecco l'immortale sigla di Walker, Texas Ranger.
Se mio nonno avesse cinque palle sarebbe Chuck Norris.
Aggiurnament: Young Chuck Norris (via Maxcar)
3 Comments:
i tipi duri non gridano mai, buon post...
come si suol dire "made my day"
e a tal proposito ricordo Young Chuck Norris
fantastico!
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