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Weeds



venerdì, gennaio 20, 2006

My presidents are electric


Certi dischi sono come le lucine di Natale sui balconi di fine gennaio.
Le guardi e sai che non dovrebbero essere più lì, che ormai hanno fatto il loro tempo e non c'è nessuna ragione per rimanere a fissarle.
Eppure lo fai, e finisci anche per trovarci un senso. Peggio, ne rimani affascinato.
Rapito, quasi.
Certi dischi nascono con il marchio dell'inutilità stampata chiara sulla pelle.
Troppo già sentiti per scatenare qualcosa, incapaci di suscitare reazioni che non vanno oltre il "carino" smozzicato tra una parola e l'altra.
O meglio: fatti apposta per essere carini e poco altro.
Senza alcuna pretesa in più o in meno.

Non fanno eccezzione gli Electric President, duo (un uno con, in realtà) di bimbetti (rispettivamente 21 e 23 anni) con base in Florida, lo sguardo sempre verso l'alto e le maniche della felpa sempre tra le mani.
Fanno indietronica, un genere che già di per sé significa poco o nulla.
Significava qualcosa tre anni fa, forse anche due, poi qualsiasi ragion d'essere è andata perduta per colpa di un manierismo arrivato troppo in fretta e gruppi tutti uguali che usano suoni tutti uguali.
E allora? Perché se ne parla?

Perchè ne abbiamo bisogno, fondamentalmente. Abbiamo bisogno di musica inutile creata non per stuzzicare chissà quale sinapsi, ma piuttosto per intrattenere.
Per "far stare bene" e trascorrere una mezz'oretta di beata e sacrosanta leggerezza.
Perchè è bello rallentare proprio mentre tutti gli altri corrono.
"S/+" è un disco di canzoni, niente di più e niente di meno.
Canzoni timide e sussurrate che si appoggiano su tappeti ritmici di glitch morbidi e chitarre suonate con la punta delle dita.

Gli Electric President sono gli emo della generazione nerd.
Parlano di tutto senza parlare di niente, solo di loro stessi. Sono uguali a tanti altri e probabilmente finiranno nello stesso dimenticatoio di tanti altri, ma si fanno ascoltare e poi riascoltare di nuovo.
Rendendoti felice ed imbambolato, un po' come le lucine di Natale sui balconi di fine gennaio.

13 Comments:

Anonymous PRESIDENTE said...

Beh...il nome mi piace assai...

6:45 PM  
Anonymous Serena said...

Ieri prima di uscire dall'ufficio avevo scritto un commento lunghissimo, ma mi si è cancellato mentre cercavo di metterlo online. Ritento con meno parole. A me piace l'album, almeno per ora, e da qualche giorno lo ascolto quasi ininterrottamente. E' esattamente così: come le lucine di Natale a fine gennaio. Sai che non c'è motivo perchè ci siano ancora, sai che sono del tutto fuori posto, sanno quasi di trascuratezza eppure non puoi fare a meno di guardarle. Ti trasportano in un tempo staccato da tutto, un posto intimo e disabitato, dove c'è posto solo per te e il ricordo di qualcosa che è stato e non ci sarà più. Allora fai tabula rasa di qualsiasi pensiero e con il sorriso stampato sulle labbra ti vedi mentre la mattina di Natale tuo fratello ti butta giù dal letto perchè è arrivato Babbo Natale e poi scendete a chiamare Renato e Matteo per fare colazione insieme con il panettone e il latte caldo. E' incredibile quanto ti riescano bene le metafore per raccontare qualcosa.

9:02 PM  
Anonymous stone said...

secondo me il rock è morto

2:05 PM  
Blogger colas said...

serena: grazie. ma un grazie d'imbarazzo.
stone: secondo me una volta qui era tutta campagna e quando c'era lui i treni arrivavano in orario.
president: tu sei molto più electric.

3:17 PM  
Anonymous wowie zowie said...

non vorrei essere troppo cinico e iper-critico... ma io questi qui li trovo una copia mal riuscita dei postal service.
il disco è carino, si.
ma... B A H !

1:56 AM  
Anonymous Anonimo said...

E di che?!
wowie zowie: dai che non è questione di essere cinici ed ipercritici, è che un disco piace o non piace (molto banalmente). Io non penso affatto che sia un capolavo, ma nemmeno una copia sputata dei postal service, te lo posso dire? Serena

11:43 AM  
Anonymous Lifespotter said...

ci sono almeno un paio di pezzi che meritano davvero..aldilà dei paragoni

4:47 PM  
Blogger colas said...

i paragoni secondo me non sono neanche così calzanti.
è comunque un disco molto meno ambizioso dei postal service, ma musicalmente anche parecchio più"suonato" (ma non faccio paragoni, molto meglio i primi).
Comunque il senso del post era proprio questo: pur riconoscendone i limiti decido di farmelo piacere perchè un disco del genere in questo momento mi prende bene

6:47 PM  
Anonymous Anonimo said...

dopo questi commenti ci aspettiamo un post sull'aria fritta!

8:25 PM  
Anonymous Anonimo said...

ma il cantante ha la stessa voce di agostinelli! non trovi?

MarinaP

3:13 AM  
Blogger colas said...

ehehehehe
l'ho scritto anche io alcuni post fa

10:07 AM  
Anonymous Anonimo said...

Il rock fa veramente schifo...

11:26 AM  
Blogger colas said...

viva il twee pop

11:39 AM  

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