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Weeds



martedì, gennaio 24, 2006

Punge come un'ape e vola come una farfalla



Ogni volta che leggo un libro, una storia, mi viene spontaneo immaginare cosa c'era prima, da dove nasce tutto, come si è formato il carattere di un personaggio...
Com'era Begbie prima di incontrare Renton?
Ed i genitori di Harry Potter per quanti anni sono stati fidanzati?
E l'avvocato samoano come diavolo è arrivato in America?
Com'era da bambino Holden Caulfield?
Sam era innamorato di Frodo già dai tempi dell'asilo degli Hobbit?

Ok, lo so, sono matto o pesantemente disturbato. Ma non è questo che importa.
Ogni tanto mi succede lo stesso con i dischi, mi scervello ad immaginare come possa essere nata una certa canzone, chi c'era nella stanza di Keith Richards quando improvvisava il riff di Satisfaction, chi era che aveva dato la festa da cui Jens Lekman voleva scappare per tornare a casa, o più semplicemente perchè uno (in questo caso una) si alza una mattina e decide di fare un disco soul. Ma soul proprio per davvero. Come quelli di una volta.

"The Greatest" è il nuovo disco di Cat Power. Cat Power in realtà si chiama Chan Marshall, come Muhammad Alì si chiamava Cassius Clay. L'altro "greatest" prima di lei.
Ci sono diverse ragioni per cui uno decide che è venuto il momento di cambiare nome, di usarne uno di facciata creato apposta per l'occasione. La sensazione è che Chan Marshall cerchi di tenersi il più lontano possibile da Cat Power.
La persona che vive cerca di interferire il meno possibile con quella che canta. Me ne sono reso conto la prima volta che l'ho vista dal vivo.
Era su un palco piccolo ma già troppo grande. C'erano solo un pianoforte ed una Fender Jaguar, lei alternava scentificamente un pezzo con uno ed uno con l'altra.
Dopo ogni canzone c'erano almeno due minuti di attesa. Il tempo di alzarsi, spostare lo sgabello, tirare su la chitarra, sistemare la cinta, dare un'accordata ed iniziare con il brano successivo.
Prima ancora però c'era un colpo di tosse, come per schiarirsi la voce, ed un aggiustatina della frangia.
Un piccolo rito a cui il pubblico assisteva in silenzio. Almeno fino a che la pazienza collettiva ha retto.
Io mi sono fatto l'idea che Chan fosse la ragazza che tossiva e che quasi si scusava della sua presunta inadeguatezza. Cat Power era quella che arrivava dopo, apriva la bocca ed il tempo si fermava. Tanto debole una quanto incredibilmente forte l'altra.

Il nuovo disco di Cat Power è soul come se ne faceva una volta.
Ogni ascolto che passa cerco di convincermi dell'idea che sia un grande disco. E'stata dura, ma ci sto riuscendo.
Ogni ascolto che passa scopro una canzone nuova, o anche solo un frammento, che riesce a scuotermi ed emozionarmi.
Ed ancora una volta provo a pensare a cosa dev'essere successo prima.

A lei che torna a casa dopo un tour europeo devastante e dolorosissimo, che tenta di ripartire piano piano. Partendo dalle piccole cose.
Poi me la immagino un giorno che prende in mano la chitarra ed incomincia a buttare giù dei versi. Tutto gira come dovrebbe, ma lei non si accontenta, è cambiata nell'intimo, ma la sua musica ancora no.
Una sera si ritrova in casa amici agguerriti che non aveva invitato: "Non puoi mica stare sempre da sola in casa. Perché non esci con noi?".
Lei ci pensa, sotto sotto ne ha voglia.
Gli amici dicono che c'è una festa: "Non sono un tipo da feste, e non ho voglia di cambiarmi."
Dice lei.
Alla fine la convincono. Prende gli stivali a punta, se li mette e chiude la porta.
E festa sia.

La maggior parte del tempo la passa a guardarsi in giro, sperando che lui non ci sia.
Che alla fine New York pare tanto grande ma è più piccola di un paesino della Georgia.
Ci mette un po' a lasciarsi andare, alza un po' gomito (d'altronde lei alza sempre un po' il gomito) e si fa intortare da due tizi che dicono di essere produttori hip hop.
Qualche ora dopo, all'alba, è in uno studio di registrazione. Uno di quelli enormi in cui rischi di girare l'angolo ed imbatterti in Michael Jackson. O Shakira.
I due tizi sono dietro il vetro, lei è al microfono che prova a cantare un testo scritto lì per lì, dopo aver sentito una base che aspettava solo di essere incisa.

Prova a cantare ed esce fuori questa.
La prima canzone della sua nuova vita.
Il primo pezzo di "The Greatest", due anni prima di "The Greatest".

13 Comments:

Anonymous Anonimo said...

probabilmente non te ne frega niente, ma trovo i tuoi ultimi post bellissimi. E non conosco nessuno dei tre gruppi di cui parli.

Ale

1:46 PM  
Blogger Enver said...

però in quella foto pare Fiordaliso.

2:38 PM  
Anonymous subliminalpop said...

all'inizio mi era sembrato un disco un po' "sfocato", ma anch'io adesso inizio ad apprezzarlo lentamente, scoprendo ogni giorno una nuova sfumatura...

3:45 PM  
Blogger colas said...

fiordaliso????

sarà mica per colpa dei peli che spuntano?

4:42 PM  
Anonymous Serena said...

Io ancora non riesco ad apprezzarlo, vedremo più avanti, l'ho recuperato ed ascoltato solo ieri.
P.S. Cavolo, non mi ero accorta dei peli prima del commento!

7:07 PM  
Blogger Enver said...

non so, il rapporto occhi-zigomi... guance un po' cadenti... trucco pesante... nelle foto che ha fatto su una certa rivista è la solita f**a ;)

11:33 PM  
Anonymous gio malvi said...

non ha le canzoni di you are free, ma è intenso e sofferto, anche a me è successo di capirlo un pò ogni ascolto. succede con i grandi dischi

9:50 AM  
Blogger morgenstern said...

hei,ma altro che due che dicono, gli handsome boy modeling school sono prince paul e dan nakamura, mica cazzi oserei dire.

1:21 PM  
Blogger colas said...

Sì, chiaro che sono loro e chiaro che lo so.
Ma nella mia testa Cat Power è una che forse non sa chi è dan nakamura...

3:16 PM  
Anonymous Federica said...

Stava dormendo, si è svegliato con il riff in testa e l'ha registrato. Erano in America per il loro terzo tour. Per la precisione erano in Florida. La mattina Mick Jagger ha deciso subito che le parole per il riff erano I can't get no satisfaction.

10:39 AM  
Blogger colas said...

eh federica lo so.
Ci stavo giocando un po' su

11:19 AM  
Anonymous Federica said...

Oh. Scusa, allora ; ) Non era saccenza. Era passione.

4:03 PM  
Blogger colas said...

no tranquilla.
non pensavo fosse saccenza.
Eh che pensavo che dal post si capisse l'ironia di quella frase, dato che il racconto di come è nata satisfaction è ormai una sorta di parabola biblica.
PEr cui sono andato in paranoia pensando di non essere stato chiaro.
tutto qui.

4:05 PM  

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