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lunedì, febbraio 06, 2006

Confesso che ho sbagliato (in realtà è tutta una scusa per postare questa foto)



Editors live @ Qube - Roma.

Il disco degli Editors l'avevo ascoltato una volta e mezza. Forse anche due, ma piuttosto distrattamente.
Se la prima impressione è quella che vale, la prima impressione era stata una via di mezzo tra: " Ma che è, il nuovo album degli Interpol?" e "Che palle, sempre la solita roba".

Fortunatamente non è sempre così, fortunatamente spesso di impressione vale anche la seconda, ed anche se il loro album continua a sembrare un disco degli Interpol e, sì, è comunque sempre la solita roba, certe volte fa piacere dover fare un passo indietro ed ammettere di aver preso un granchio.

Gli Editors visti sul palco del Qube sabato sera (1050 paganti. Record a Roma), sono un gruppo solidissimo. Un gruppo che prende gli strumenti in mano per suonarli sul serio e non per spararsi delle pose.
Dal vivo riescono ad essere trascinanti ed energici pur non perdendo un grammo in precisione, arrivando a riprodurre fedelmente gli stessi suoni del disco (tutti insieme: un bell'applauso per l'effetto di chitarra) seppur acquistando in ruvidità e calore.

Insomma, mi cospargo il capo di cenere e faccio pubblica ammenda.
Gli Editors sono una band coi fiocchi. Una band da rivedere (o vedere per la prima volta) quando torneranno per il prossimo giro italiano (e torneranno, sicuro che torneranno).

Chissà, adesso potrebbe anche venirmi voglia di riascoltare il disco.

Evvabbè, tanto per gradire:

Editors - Blood (ma tanto la conoscete tutti).
Editors - All Sparks.

9 Comments:

Anonymous Anonimo said...

bella la foto, ma il lampadario del qube...eheheh

12:44 PM  
Anonymous Anonimo said...

ciao, volevo scriverti una mail ma nn trovo il tuo indirizzo.
Questa sera a milano ci sono i broken social scene. Ho visto che il manifesto del concerto è un televisorino con dentro il nome del gruppo, molto simile a quello che hai tu qui.
magari ti hanno copiato.
scusa l'intrusione. bel blog.
C.

2:21 PM  
Anonymous Man0lo said...

quel lampadario non riuscirà mai a nascondere l'inevitabile squallore di quel locale :)

6:44 PM  
Anonymous disorder said...

...hai da ascoltare troppi dischi!! Scherzo, tutta invidia:))
A me il nuovo degli Int....ehm, l'esordio degli Editors, era piaciuto subito. L'effetto clone è a tratti fastidioso ai primi ascolti, ma il punto è che buona parte delle canzoni son parecchio belle. Ora che mi dici che se la cavano anche dal vivo, mi mangio le mani ancora di più per quanto la Toscana sia bistrattata dai tour. Chissà se e COME sopravviveranno alla inevitabile esplosione (che ci sarà immagino tra non molto) dell'inflazionatissima bolla "revival newwave/brit/NME-r'n'r". Sono curioso per l'eventuale secondo album, in cui saranno costretti a stupirci...

7:05 PM  
Blogger Paso said...

in effeti anche io al primo ascolto ho pensato la stessa cosa, e cioè che nonostante la somiglianza imbarazzante con gli interpol il disco in sé non fosse male.
li ho visti dal vivo all'independent days e, nonostante fossero di pomeriggio, mi avevano impressionato. in un club devono essere mille volte meglio.

e, cmq, gran bella foto ;)

11:24 AM  
Blogger colas said...

Manolo: l'aumenta infatti!:D

Disorder e Paso: ma sì anche io da subito avevo notato la bellezza di alcuni pezzi (i primi due singoli per dire sono clamorosi), ma l'atmosfera complessiva dell'album mi lasciava indifferente.
Per dire, io non ho mai amato gli Interpol, come posso innamorarmi dei cloni?

Però dal vivo sono bravi, oltre a suonare benissimo (ed il cantante è molto più credibile di Paul Banks che sembra sempre impegnato a fare l'imitazione di se stesso), riescono anche ad essere molto intensi ed emozionanti.

Però il vero tema di questo post è la foto:P

1:01 PM  
Blogger colas said...

C.
Il mio indirizzo lo trovi facile.
Basta cliccare su scrivimi.
Comunque è semplice: nessuno ha copiato nessuno.
Un annetto fa il giornale per cui lavoro ha fatto un servizio fotografico esclusivo per i Broken Social Scene, con tanto di televisorini.
Io ho preso un pezzo della foto (a cui sono affezionato per diversi motivi) e l'ho usato per l'header, al tempo stesso indipendente, e la casa discografica del gruppo hanno pensato bene di usare le foto (molto belle). Molte altre riviste le hanno prese e le hanno usate senza dare soldi nè a lt nè al fotografo. Ma la soddisfazione comunque c'è.

1:09 PM  
Anonymous disorder said...

"Per dire, io non ho mai amato gli Interpol, come posso innamorarmi dei cloni?"

Ecco appunto, sta lì la differenza...io dopo un anno ero già drammaticamente in astinenza :)

2:37 PM  
Anonymous helsabot said...

ho sentito solo pareri positivi per il live, ma rimangono pur sempre una cover band..

11:15 AM  

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