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Oltre la traversa (Il Mucchio Selvaggio 2002/2003)


Weeds



domenica, febbraio 26, 2006

Mammuth (scheletro di)

Ci sono cose che non si dovrebbero mai fare.
Cose rischiose, pericolose.
Cose come mettere le mani in uno scatolone che da troppo tempo lasci chiuso.
Uno scatolone di quelli sigillati con lo scotch dei ricordi archiviati.
Passati, in ogni senso.

A gennaio del 2003 non c'erano ancora i blog (o meglio ce n'erano, ma non ne avevo uno io), c'era una casa diversa con persone diverse con cui ancora mi scambiavo qualche parola.
C'era la voglia di fare, la stessa di adesso, ma con più incertezza e senso del rischio.

E c'era la radio.
A gennaio 2003 c'era la radio.
Ogni martedì tra le 21 e le 22 andava in onda un programma che si chiamava Tweez.
A condurlo eravamo in due. Uno ero io.
Era un programma come un altro. Uno sfizio tra amici trasformato in ambizione.
E' durato un anno esatto.
Quando è finito i blog c'erano già, la casa era la stessa. Ma con le persone che ci abitavano era già troppo guardarsi in faccia. Figuriamoci parlare.

Mettendo le mani in uno di quegli scatoloni che non si dovrebbero mai aprire, ho ritrovato per puro caso alcune puntate della trasmissione.
La regola alla base di Tweez era quella di mettere tutta la musica che ci frullava nelle orecchie.
Senza vincoli di genere, epoca o suono.
Il pretesto: seguire un tema.
Un collante fittizio su cui basare un'ora di chiacchiere e supercazzola.

Per sbaglio ho ritrovato la prima puntata in assoluto. Quella in cui la nostra incapacità era addirittura inferiore all'angoscia di stare seduti davanti ad un microfono.
Quella in cui tutte le cose che fai le stai facendo per la prima volta, quella in cui i lettori dei cd si incantano e le interviste telefoniche non si sentono. Quella in cui il bisogno di dire qualcosa finisce per violare tutte le regole. Soprattutto quelle grammaticali e di dizione. Quelle in cui anche gli strafalcioni in inglese finiscono per avere un senso.

Ho trovato la prima puntata di Tweez. Il tema erano le cover.
La musica scelta (da John Zorn a Pat Boone passando per Zappa,Nick Cave, Jimi Tenor, Cornelius, Steve Wonder ed altri) merita davvero.
L'ospite con cui si facevano quattro chiacchiere era il logorroico e sempre ottimo Raul Montanari.

Ho trovato la prima puntata di Tweez, è imbarazzante.
Ma ho deciso comunque di farvela ascoltare. Che certe volte la nostalgia è più importante della faccia.

Scarica: Tweez 01(gennaio 2003. Le cover).


(Ps: state attenti a quello che dite, che ne ho ritrovate molte altre!)

10 Comments:

Blogger sadpandas said...

Attraverso una serie di percorsi mentali che non sto a dirti, pensavo a Tweez l'altroieri. Te e il ConteMazza, bei ricordi. Mo' scarico (però cheppalle co' 'sto rapidshare...). Ah, non è che hai trovato pure 'quella' puntata? ;)

10:31 AM  
Anonymous Anonimo said...

quella della "colonna sonora ideale per aperitivi a Porto Alegre"?

Mr. Onward Toward

12:47 PM  
Blogger colas said...

eh, più che altro ho trovato molte puntate della prima edizione, quella da un'ora.
Di quelle del "secondo anno", solo una a tema ornitologico.
Probabilmente le altre sono in altri scatoloni... o im quelli del conte parigino:D

3:50 PM  
Anonymous Anonimo said...

Sto in ascolto, sembri proprio un 'cazzone'. Serena

11:16 AM  
Anonymous Anonimo said...

In senso buono, eh Serena

11:17 AM  
Blogger colas said...

yes i am

11:34 AM  
Anonymous ZiaSolfamì said...

Ascolto, e fa così strano, dare una voce a delle parole scritte, lette...
fa strano, parecchio

4:37 PM  
Blogger colas said...

eh, immagino...
sono consapevole poi di non avere la voce melodiosa delle sirene...

4:56 PM  
Anonymous ZiaSolfamì said...

piuttosto pensavo che voi giovini che vivete nella capitale avete delle voci molto simili, mi sembrava di sentire un amico che ho a roma parlare attraverso il computer...per quanto rigurda la voce delle sirene...com'è la voce di una sirena? (sicuramente non sono francesi...io ODIO il francese, oggi mi tocca lavorarci e sto provando brutti sentimenti!)

5:53 PM  
Blogger Enver said...

sai cosa ti dico? non era niente male. molto più profondo e interessante di certi programmi che sento oggi per radio in streaming (oddio, parlo io che non dovrei...). Ottimo Montanari

4:59 PM  

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