Io che non sono un cantautore

Adam Green fa dischi con la stessa velocità con cui i politici della campagna elettorale fanno promesse.
Ogni suo album è come un cambio di posizione su una sedia, un dito puntato, un sorriso forzato ed un ammiccamento carpiato.
"Sì, avete capito bene. Jacket Full Of Danger".
Il quarto disco solista. In quattro anni.
Esattamente come i politici della campagna elettorale tende a spararle un po' grosse.
"Un milione di nuovi Johnny Cash", "Più folk per tutti", "Meno Jessica Simpson".
Ed ogni tanto è bravo anche a fartele credere.
"Friends of Mine", per esempio. Il suo contratto con gli indienauti.
Folk, marcette, chitarra acustica, batteria, violino e Fender Rhodes.
E la voce. La voce di un ventenne con le corde vocali del grande classico.
Un capolavoro. Il nuovo miracolo americano.
Esattamente come era stata convincente la discesa in campo di "Garfield", un discorso alla nazione fatto di scricchiolamenti, cigolii ed incertezza affascinante.
Poi è arrivato il turno di "Gemstones". La risposta alla crisi economica.
La manovrina che costringe il popolo a tirare la cinghia, ma che al tempo stesso riesce a mantenere viva la fiducia. Che in un certo senso anche quel programma di governo aveva i suoi spunti interessanti.
Ed ora "Jacket Full of Danger". Quindici canzoni. Una cover dei Beat Happening.
Qualche melodia che ti rimane attaccata addosso e poco altro.
In compenso: tanta demagogia degli arrangiamenti e riciclo forsennato di forme altrui.
Un passo falso.
Avrebbe bisogno di un po' di pausa, Adam Green. Di un po' di mesi in barca lontano dalla musica e da tutto il resto. Dovrebbe lasciare il campo ai suoi alleati e nel frattempo ritagliarsi un po' di tempo per scrivere il capolavoro che tutti stanno aspettando.
E continueremo ad aspettarlo, in attesa di una nuova campagna elettorale.
Adam Green è in Italia per due concerti. Mercoledì a Roma (al Circolo degli Artisti) e giovedì a Milano. Nel frattempo (domani alle 14e50) suonerà un paio di canzoni e chiacchiererà con Giulia in una nuova puntata di Larsen (eccezionalmente anticipata al mercoledì).
Visibile come sempre in streaming (qui).
1 Comments:
no, dai. Alla fine è meno eclettico e si prende molto meno sul serio.
Il suo destino è Jonathan Richman
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