E comunque Magic Shop è ancora una canzone della madonna...
Tu che cerchi di farmi ridere e fai finta di non prendertela mentre storco il naso e mi giro dall'altra parte.
E poi, ancora, io che piano piano provo a ricominciare e a pensare che forse, cazzo, sono proprio queste le cose che ti fanno ripartire. Che per un foglio di carta buttato nel cestino, c'è sempre un altro sotto da scarabocchiare e riempire fino a non trovare più neanche uno spazio vuoto.
Per ricominciare, ancora.
Tu guidi e ti arrabbi quando sbagli strada, nel frattempo cerchi ancora di farmi ridere, che non sia mai m'incupisca di nuovo e ricominci a sembrare come il sacco di un boxeur nel giorno dell'allenamento.
Joan, invece, è seduta davanti ad una siepe ed ha l'aria stanca. Dice che non vorrebbe togliersi gli occhiali da sole dalla faccia per nulla al mondo, anche se mentre parla lo fa spessissimo, senza rendersene conto.
Torino, Londra, Dublino, e Roma tutte d'un fiato le hanno lasciato addosso chiari segni. Tranne quelli del cuscino che vorrebbe ancora sotto la sua testa.
Parla, racconta, gesticola molto e fa sentire la sua voce.
Oppure sta lì in silenzio e ti ascolta mentre tu cerchi di non perdere il filo del discorso ed al tempo stesso ti gratti le gambe in lotta perenne contro le zanzare.
Io gioco a fare David Lynch, muovo la camera, cambio i filtri e cerco di non concedere al muro le testate di cui avrebbe bisogno.
Joan ha degli stivali bianchi da cowgirl che sembrano Golia contro il Davide delle tue ballerine a scacchi. Ha anche delle stelle tatuate sui polpacci, segno che se nella sua vita non fosse capitato un violino probabilmente sarebbe finita nelle Suicide Girls.
Racconta di canzoni scritte in cinque minuti, in cucina, tra un pranzo da preparare e qualche chiacchiera buona come diversivo.
E' irrequieta e calma. Lo Yin e Yang in poco più di un metro e sessanta.
Si alza, ci saluta e ci dà appuntamento a più tardi.
Tu guidi ancora la macchina e bestemmi bestemmie mute per la strada e la guida altrui, io guardo fuori e forse un po' inizio a sorridere.
Tanto che mi verrebbe da fare un gioco stupido tipo che io dico una cosa e tu ne dici un'altra che ci possa star vicino a rigor di logica.
Un gioco da fare per ore.
E un po' sto meglio.
Ché io sono io.
Tu sei tu.
E Joan As Policewoman.
Una che ha appena pubblicato un disco che è un capolavoro.
Quasi come Magic Shop.

9 Comments:
non capisco, ma mi piace:D
c.
Boh...mi è piaciuto di più l'EP, quello dove c'era MY GURL...
A questo devo darci un ascolto più attento però.
P.S. infatti Eternal Flame è spettacolare...
La canzone migliore del disco.
magic shop di battiato?
che caspita centra?
Battiato c'entra sempre.
giusto.
soffro di non essere venuta al concerto, quello del 1* maggio romano con rufus wainwright era stato geniale e lei di una disponibilità e di una gioia (sì, dava gioia vederla suonare) che non dimenticherò. (chià)
chia', hai fatto bene. Ti sarebbe successo quello che è successo a noi: un'ora di fila tra i coatti che andavano a ballare la salsa e merengue, riuscendo ad entrare proprio quando giovanna poliziotta se ne stava andando in albergo.
Però ci ha giurato che torna ad ottobre a Roma per un suo concerto "vero".
Posta un commento
<< Home