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domenica, luglio 23, 2006

Super Massive Black Hole


"Blue Lines", il primo disco dei Massive Attack, uscì nel1991.
A "Guerra del Golfo" in corso.
Fino ad allora per quelli della mia generazione la guerra era stata solo "quella cosa di cui parlano sempre i nonni e che dovrei studiare anche se non ho voglia".
Saddam Hussein invase il Kuwait nel giorno del mio dodicesimo compleanno.
In televisione davano una tappa del Blonde Ambition Tour di Madonna.
La notizia della possibile terza guerra mondiale per me resterà per sempre legata all'immagine di Louise Veronica Ciccone sdraiata su un letto a forma di cuore mentre un ballerino di colore mima un cunnilingus.
Nei giorni seguenti la guerra iniziò davvero, in tv non facevano altro che raccontare la corsa della gente (italiana in Italia) verso i supermarket con la missione di fare razzia di ogni genere alimentare disponibile ché, signora mia, non si sa mai.
Io e il mio amico Massimiliano ascoltavamo le notizie provenire dai telegiornali, mentre guardavamo ad intervalli regolari di mezz'ora la scena di Madonna e del ballerino di colore.
Ci spiegarono che Bush era il buono e Saddam il cattivo.
Accettammo questa spiegazione senza farci troppe domande e a settembre, al ritorno a scuola, tappezzammo le lavagne con l'acronimo "B.U.S.H. Bisogna Uccidere Saddam Hussein".
Gli insegnanti, invece di spiegarci, ridevano e ci incoraggiavano.
Proprio a causa della guerra, "Blue Lines" fu costretto ad uscire con la sola intestazione "Massive". Attack per l'epoca era una parola troppo forte.
Me li fece ascoltare, proprio in quel periodo, un mio cugino.
"Vedi questi? Questi sono la colonna sonora delle manifestazioni che facciamo contro la guerra."
Io non capivo: che senso aveva manifestare contro una guerra in cui era chiaro a tutti fin dall'inizio quali erano i buoni e quali i cattivi?
Perché mio cugino andava contro i buoni?
E soprattutto: perché ascoltava quel disco di canzoni un po' rap, ma non proprio, un po' soul, ma non proprio, un po' un sacco di cose, ma non proprio?

In quindici anni, anche noi abbiamo avuto tutto il tempo di assuefarci all'idea della guerra.
Hanno tentato di farci familiarizzare con concetti terrificanti come quello di "guerra preventiva".
Hanno tentato di farci credere, tra mille altre cose, quanto l'uso della guerra sia necessario.
Peggio ancora: normale.
Ancora faccio fatica a capire, a distinguere il bianco dal nero, a trovare un colpevole e una vittima, l'aggressore e l'aggredito.
Leggendo i giornali di questi giorni sembra di essere tornati al 1991, con la maggior parte della stampa impegnata a parteggiare per qualcuno contro qualcun altro (il chi varia sensibilmente da testata a testata).
Una volta la chiamavano propaganda. E forse avevano ragione loro.
L'altra sera, i Massive Attack hanno dedicato una canzone ai civili di Beirut sotto le bombe.
Era un pezzo di "Blue Lines".

6 Comments:

Blogger Mr.Golden said...

avevamo la guerra a pochi chilometri, pulizie etniche, massacri. Eppure la guardavamo in televisione e ci sembrava così lontana, in un altro pianeta. Mi ha sempre stupito l'idea che avrei potuto montare in macchina e partecipare al massacro di Sebrenica o esplodere su una mina. A pochissime ore di viaggio. Eppure, grazie alla TV la guerra era solo un programma.
Così è Beirut: la guardiamo con distacco perché negli ultimi 15anni abbiamo già visto e rivisto i cieli illuminati dalla contraerea, i carri armati e tutto il resto. E'solo un'altra immagine.

3:56 AM  
Blogger Dontink said...

Da mesi cercavo di vendere i biglietti di Robbie Williams (al cui concerto andavo solo per presenzialismo), invece alla fine ci sono andato.
Stavo lì a vedere l'orizzonte di Milano e a Pensare che dall'altra parte c'era qualcos'altro che mi stavo perdendo...

10:44 AM  
Anonymous valido said...

Io ho conosciuto i Massive Attack grazie al video di Karmacoma. Per me, ancora sopraffatto dal grunge, era la cosa più pallosa e molesta avessero mai tentato di spacciarmi per musica.
Un paio di anni dopo mi capitò di sentirne una cover in napoletano fatta dagli Almamegretta: avevo trovato un nuovo vincitore.
In seguito il mio rispetto nei confronti di entrambi è decisamente migliorato, ma il trauma è ancora duro a morire... ;)

1:41 PM  
Blogger colas said...

ammetto di averli ascoltati la prima volta in un momento favorevole a quel tipo di suoni.
Avevo appena scoperto l'hip hop.
Comunque anche io approcciai più seriamente quella roba ai tempi di protection. Credo di aver comprato solo un paio di dischi con chitarre nel 1995.
Il resto tutto più o meno così

5:01 PM  
Anonymous Strueia said...

Minchia...io quel disco l'ho portato negli usati da Marco...ho fatto una cazzata ???
L'ho ascoltato un pò alla svelta qualche anno fa e non m'era piaciuto !!!

4:14 PM  
Blogger Enver said...

e quest'anno ci sono i Beirut, uhm.

(noi al liceo avevamo la tv room, durante war in the gulf e peter arnett e cocciolone, va che belle gambe ha la sandvik)

11:04 PM  

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