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Weeds



sabato, settembre 02, 2006

Lo diceva Nerones, lo ribadiva Santippes: "Lo chiamano concerto, ma è lo show delle Pipettes"



Arriviamo al Circolo degli Artisti che sono da poco passate le 21 e 30.
Chiunque abbia mai avuto esperienza di concerti a Roma sa che secondo il fuso orario del rock and roll le 21 e 30 equivalgono alle 19 di una giornata normale. L'orario in cui tutto deve ancora succedere, la gente si muove senza affanno ed incomincia a prendere seriamente in considerazione l'idea di tornare a casa per la cena, magari dopo un aperitivo.
Riusciamo quindi ad assistere a quel piccolo rito che vede i giardinetti del locale riempirsi fino all'inverosimile, il rumore delle voci diventare talmente forte da superare quello della musica in diffusione che arriva dall'interno della sala ed iniziare il piccolo valzer dei saluti che molto spesso finisce per essere quasi un lavoro. Una missione, per alcuni.
Guardando la gente che entra ed esce dal locale si ha la forte sensazione che metà della popolazione giovanile di questa città abbia passato gran parte dell'estate a studiare come si diventa indie. Ci facciamo largo tra il mare di frangette e giacche di ogni taglio e fattura e come quando da bambini contavamo gli elefanti intenti a dondolarsi sopra il filo di una ragnatela, muoviamo il dito per segnalare ogni pois che incontriamo nel nostro cammino.
"Pensavo di più, però."
"Anche io."
"No, no. Guardate bene che ci sono."

"Dove?"
"Dentro."

Dentro fa caldo. Caldissimo. Le Motorama hanno iniziato da pochi minuti il loro set.
Incominciano a spuntare ovunque cloni di Pipettes cresciute a bucatini e coda alla vaccinara.
La più audace di tutte indossa delle scarpe rosse di vernice con la punta rialzata, un po' cappello del Doge, un po' pappagallo. Quello che si trova negli ospedali.
Dopo un cambio palco rapidissimo arriva finalmente il turno di "quelle vere".
Guardare le Pipettes sul palco è uno spettacolo. Essenzialmente canticchiano e fanno mossette.
Quella più gettonata è stata nominata da un pool di esperti "mossa di Francesco Totti durante un Roma - Juve di qualche anno fa".
Praticamente le Pipettes muovono il braccio in avanti come se volessero fare un saluto romano, solo che con la mano riproducono il numero quattro e lo agitano avanti e dietro, a destra e sinistra.
Ogni canzone ha la sua coreografia. Qualcuno tra il pubblico si ingegna anche a riprodurre i movimenti delle tre. Il risultato, ovviamente, è tragicomico e gran parte del concerto viene passata a schivare i gomiti e le pedate delle persone troppo entusiaste.
Loro tre divertono e si diverteno. I pezzi sono carini, l'esecuzione un po' meno.
Il batterista, per esempio, riesce nella difficile impresa di suonare pezzi in quattro quarti quasi tutti rigorosamente fuori tempo. Qualcuno mormora che sia a causa delle pessima acustica.
Qualcun altro dà semplicemente della pippa ad un Pipettes.
Anche le voci, spesso, vanno e vengono. Alla fine dei giochi, l'unica delle tre che canta veramente bene è Gwenno (The Bree Van De Kampette), Becki (The Occhialette) fa delle facce memorabili ed è chiaramente quella fuori di testa del trio e, per uno strano gioco delle parti, la più sexy, Rose (The Tette) suona le tastiere ed è nettamente la più carina.
Durante Pull Shapes è il delirio. Tutti battono le mani a tempo, tranne il mio vicino di posto che seguendo l'esempio del batterista riesce a fare il clapping tre volte più veloce del dovuto.
Il bello è che lo fa per tutta la durata del concerto, risultando al principio irritante e diventando pian piano il valore aggiunto che trasforma una serata dedicata al bubblegum pop in una performance di musica dodecafonica.
Dopo un bis rapido che più rapido non si può, le Pipettes guadagnano l'uscita.
Lo spettacolo è finito.
"Appena torno a casa mi scarico tutta la discografia delle Banarama."
Promesso.

7 Comments:

Anonymous LUNK dello S.P.A.C. said...

non so quale è Rose, ma quella che mi piace di più è senza dubbio la mora......

1:00 PM  
Blogger colas said...

è la mora

1:11 PM  
Blogger JunkiePop said...

discorso "bananarama"
la vediamo uguale

5:19 PM  
Blogger sadpandas said...

Uddio Rose. Ud-dio...

L'emozione mi ha scompigliato. Vado a cercare uno specchio per sistemarmi la cravatta.


P(owl). S(ceps).
Era l'acustica. Oppure c'hanno un Protuls che fa miracoli.

5:41 PM  
Anonymous Anonimo said...

Col cazzo che le Bananarama avevano degli arrangiamenti così fighi...... :)))))

ABA

6:11 PM  
Anonymous man0lo said...

non posso credere che qualcuno abbia pagato per vederle.
a te l'hanno regalato il biglietto, vero?

3:49 AM  
Anonymous Anonimo said...

che dire....sono andato al concerto ieri sera qui a Torino...non ho ancora capito se mi sono piaciute o no.....sicuramente il detto "tira + un...." qui è lampante (mi ci metto dentro pure io)....che non facciano nulla di nuovo beh...è una cosa evidente....però...è anche vero che io mi sono annoiato di andare ai concerti, ascoltare indie-rock o pop band e tornare a casa più depresso di prima ;-)....appena raggruppo i pensieri capirò se mi sono piaciute o no....

Saluti

Astro

http:\\fakingpopcombo.splinder.com

8:41 AM  

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