Un oscuro scutare - Un post, tre film e varie considerazioni sparse...
Pellicole, premi, passerelle... tutto bagnato e pronto ad essere messo in un ripostiglio.
Almeno fino all'anno prossimo.
Tre film:
La strada di Levi.
Davide Ferrario.

Questo non è un film. E nemmeno un documentario.
E' l'insieme delle due cose: un road movie senza attori. O un libro senza pagine.
Davide Ferrario (noto regista e documentarista), con la collaborazione dello scrittore Marco Belpoliti, ha deciso di ripercorrere camera in spalla il viaggio da Auschwitz a Torino, compiuto da Primo Levi e già narrato ne "La tregua".
Quello che viene fuori è un ritratto dell'Europa moderna (la Polonia, l'Ucraina, la Moldavia, la Romania, l'Ungheria, la Slovacchia, l'Austria, e la Germania, sono i paesi toccati da Levi prima di tornare finalmente in Italia), vista con lo sguardo del regista ed accompagnata dalle parole del grande scrittore. Molto commovente ed interessante.
Se non avete sonno. Altrimenti è sconsigliatissimo.
Ma sarebbe meglio restare svegli.
The Prestige.
Christopher Nolan.

Dopo la parentesi "Batman Begins", Christopher Nolan ritorna a proprorre la sua personale visione di cinema inagurata alla grande con "Memento" e poi proseguita tra alti e bassi (parecchi "medi", a dire il vero.
"The Prestige" racconta la storia di due illusionisti e l'ossessione per la magia ed il bisogno di vendetta che li anima.
Parte benissimo: ottime regia e fotografia, bellissime le ambientazioni cupe e funzionali alla storia. Gli attori, poi, si superano.
Veramente eccezionali le prove offerte da Christian Bale (Patrick Batman, scusate, sono anni che volevo scrivere questa cazzata), Hugh "sono in mille film contemporaneamente" Jackman e Michael Caine. Scarlett Johanson fa sempre la sua porca figura. Le sue tette sono ancora una volta protagoniste.
E poi... c'è David Bowie.
La trama è avvincente e tiene incollati allo schermo, almeno fino all'ultima parte del film, in cui tutto scade in una girandola senza senso di colpi di scena (detta simpaticamente "la vagonata di cazzate") che lasciano un po' interdetti in quanto reiterati e piuttosto inverosimili.
Un film più da sabato sera al cinema che da festival. Comunque per tre quarti non è veramente niente male.
Kurt Cobain: About a Son.
Aj Schnack.

Era da tempo che si parlava di questo documentario girato da Aj Schnack e basato sulle 25 ore e più di interviste raccolte da Michael Azerrad per il suo libro "Come As You Are".
Chi ha letto "Come As You Are" (nettamente il miglior libro su Cobain e i Nirvana), sa cosa aspettarsi: una confessione a cuore aperto che tocca tutti gli aspetti della vita dell'artista (dall'infanzia alla droga, passando per il matrimonio con Courtney Love e il rapporto con i suoi compagni di band) e ne offre un ritratto onesto e diretto in cui Cobain appare per quello che era, senza essere affatto mitizzato.
Totalmente in controtendenza con le opere di questo tipo è anche la regia.
Niente immagini dei Nirvana (solo poche fotografie), ma piuttosto dei piccoli dettagli delle città "protagoniste" del racconto, e riprese evocative anche se per nulla didascaliche.
Alla lunga, però, lo stile decisamente troppo arty della regia finisce per annoiare e rendere difficile la fruizione del documentario.
Peccato, perché di carne al fuoco ce n'è tanta. Compresa un'ottima colonna sonora che ignora i Nirvana, ma offre un ottimo spaccato di quello che era il rock underground tra la fine degli '80 e la fine dei '90.
(Vabbè, con questo post finisco di sproloquiare di cinema e ritorno a parlare delle solite cazzate.
Solo due cose: This Is England ha vinto un premio speciale assegnato dalla giuria presieduta da Ettore . Il film non era in concorso. Ancora faccio fatica a capire con che criteri vengono fatte 'ste selezioni. Giorgio Colangeli, invece, ha vinto il premio come migliore attore per "L'aria Salata". Meritatissimo).
3 Comments:
Ho goduto tutto ieri per Giorgione Colangeli!!!
Finalmente viene "scoperto" uno dei grandissimi attori italiani di teatro.
Adesso vediamo se lo fanno lavorare, non quelle solite particine di cazzo e pose che gli hanno sempre proposto nel Cinema che non conta.
massì che era in concorso This is England. e la mia amica che era in giuria dice che Scola ha rosicato parecchio per i premi...
sicuro?
credo fosse nella sezione extra!
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