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Weeds



mercoledì, novembre 01, 2006

Famiglia reale



A casa mia si è sempre ragionato a compartimenti stagni.
Per via dei genitori, ovvio, colpevoli di tentare d'imporre un'idea di educazione basata su tappe prefissate che andavano di pari passo con l'età che aumentava.
Per cui: dai cinque ai sette anni mi fecero leggere Il Corrierino dei piccoli, un giornaletto che riproponeva a fumetti le storie dei più famosi cartoni animati Fininvest (Spank era il mio idolo, al punto che in passato ho avuto diverse fidanzate che ne riproponevano le sembianze), più La Pimpa. Il giorno del mio settimo compleanno, mio padre decise che dovevo evolvermi e cambiare rotta. Fuori Il Corrierino, dentro Topolino, accompagnato dai classici della letteratura per ragazzi.
Il primo impatto è traumatico: vado in crisi d'astinenza da Lady Oscar. Passo tutto il pomeriggio chiuso in casa a guardare Bim Bum Bam, mi gratto la faccia continuamente ed emetto bava dalla bocca.
Fortunatamente dura poco: Nanni Moretti sostiene che il problema della Sinistra italiana e della sua attuale classe dirigente è che si tratta di persone che si sono formate guardando le puntate di Happy Days in televisione. Hey!
Bene, io credo che tutti gli altri, il resto della popolazione mondiale (gente di destra, di sinistra, di centro, di quello che volete voi), siano cresciuti seguendo le storie di paperi e topi che riempivano gli albi della Disney. Orazio e Ciccio di Nonna Papera.
Io, per dire, odiavo le lunghissime saghe a puntate, ma impazzivo per le storie a bivi. Quelle in cui bisognava scegliere tra due diverse possibilità di trama scegliendo a priori quale ramo della storia seguire. Mi ricordo che ponderavo tutto benissimo, andavo alla pagina segnalata, leggevo gli sviluppi, tornavo indietro, leggevo gli altri e alla fine sceglievo.
Doveva essere un vizio di famiglia: il motivo per cui, tutt'ora, mia sorella non guarda una puntata di un serial se prima non si legge lo spoiler.
Non ho ancora dieci anni quando mio padre decide che è arrivato di nuovo il momento di cambiare. Basta Topolino. Si passa ad Airone.
Io non so se qualcuno se lo ricorda, Airone, una specie di Focus per ragazzini, un tentativo mal riuscito di giornale ecologista per pre-teen.
Finalmente mi ribello, compio undici anni ed investo l'intero bottino guadagnato con il compleanno per comprare tre dischi dei Metallica. Da lì in poi decido io.
Fortunatamente anche per mia sorella arriva il turno per entrare nella fase Topolino. Praticamente per leggerlo non devo più aspettare che mio padre lo porti a casa, ma solo entrare in camera di Ambra.
E' il 1993, e proprio leggendo Topolino capito per sbaglio in una breve recensione di un disco di un nuovo gruppo italiano. Si chiamano Casino Royale, hanno già fatto delle cose, ma questo nuovo "Dainamaita" pare sia il primo ad essere realmente interessante.
In casa gira da tempo una raccolta dei Clash, l'ha comprata mio padre, era allegata al Grande Rock, un'opera per fascicoli e CD pubblicata dalla D'Agostini. L'ascolto sempre. Continuamente, anche se le uniche canzoni che veramente mi piacciono sono Should I Stay or Should I Go e Rock the Casbah. Le stesso che skippo sempre, adesso. Il primo ascolto di "Dainamaita" mi ricorda tantissimo i Clash, ma più strani. Forse per via dei testi in italiano. Da un po' di tempo ho incominciato a comprare Rumore, una rivista nuova. Parlano sempre di un genere che chiamano crossover. Nel numero con in copertina i Body Count parlano proprio dei Casino Royale. Sono crossover anche loro.
E' il 1995, a scuola facciamo tutti a gara a chi è più arty ed impegnato. Parliamo tutto il giorno di "Linea Gotica", ma poi alla feste mettiamo "Sempre più vicini". Suona ancora e Cose difficili.
Due anni dopo ci si prepara alla maturità, nella mia classe chi non ascolta la Pausini ascolta i Casino Royale (o i C.S.I). "CR:X" arriva al culmine di un'infatuazione per l'hip hop e l'elettronica. Metto da parte per un attimo i Pavement e i R.E.M. ed impazzisco per "Dig Your Own Hole". In gita in Grecia, un intero autobus, in coro: "Lacrime e sorrisi, il suono dei miei simili".
Io rifletto. I Casino Royale si sfasciano.
Prendono una pausa. Un paio fanno drum'n' bass e tre tornano al primo amore, il rocksteady. Alioscia e Pardo ci riprovano e mettono su un sito che è anche un'idea ambiziosa. Passa poco tempo, però, e diventa un'idea ambiziosa andata a puttane.
Due anni fa azzardano il passo più lungo della gamba e i Casino Royale tornano in tour. Poche date, ma buone. Anche qui il prodotto è molto ambizioso (a partire dai visual), ma manca ancora qualcosa. Qualcosa che non è Giuliano Palma. Manca il calore e la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una, fredda, celebrazione fine a se stessa.
Arriviamo ai giorni nostri: i Casino Royale ritornano. Un ritorno in pompa magna: conquistano copertine su copertine e si spendono fiumi di parole che neanche i Jalisse.
L'album, "Reale", esce il 27 ottobre. Il primo ascolto è spiazzante.
Lo stile c'è ed è quello di sempre, i suoni sono anche meglio. Più caldi, calmi, in certi episodi anche rischiosi nei loro richiami agli "anni 80 di qualità". Alcune canzoni sono tra le migliori mai scritte dal gruppo (l'iniziale Tutto ed il singolo Prova, ovvero i Clash seduti su un divanetto di un privè), è l'insieme a lasciare un po' interdetti.
I testi sono perfettamente in linea con quelli dei vecchi dischi Casino Royale e a tratti sfiorano la comicità involontaria, forse lo erano anche quelli di un tempo, ma ci si faceva meno caso. Forse il modo di cantare alla "sono un inglese appena trasferito in Italia"di Alioscia finisce per amplificarli.
Forse il vero problema, l'unico, è che quello che tredici anni fa era avanti ora è diventato indietro.
Passato. Un passato bello, contrapposto ad un presente "normale", che se riproposto genera malinconia. Una felice malinconia.
Un po' come guardare l'album fotografico di quando eravamo adolescenti.

11 Comments:

Anonymous disorder said...

Anch'io Corrierino>Topolino, ma senza successiva imposizione di Airone. Se ti piacevano le storie a bivi scommetto che anche tu sei poi caduto nel tunnel dei libro-game...

I primi Casino Royale invece li ricordo molto vagamente (anche se i loro pezzi ska hanno continuato a funzionare in rockoteca per anni), giusto perchè li passava Radio Deejay come avanguardia alternativa all'interno del suo palinsesto cecchettiano-poi-non-più.
Quella ribellione di cui parli a proposito dei Metallica l'ho avuta ahimè molto più tardi (non solo di te), di quegli anni ricordo soprattutto balli agghiaccianti sulle hit di Corona (o forse Jenny B, si è scoperto dopo) :)

11:29 PM  
Blogger sadpandas said...

"Airone"... io leggevo "L'Orsa", misconosciuta rivista ecologista. Solo che avevo chiesto *io* l'abbonamento, poi dice che uno blablabla (le illustrazioni erano meravigliose. Chissà chi ne era l'artefice..).
Quanto al disco: poi lo ascolterò tutto ma l'idea è sempre la stessa. Certe alchimie sono difficili da ricreare e ancora di più da abbandonare per qualcosa di nuovo. Che se poi suona come il '95 è ancora peggio. "Perso nella storia o libero(?)"

p.s.
Voglio conoscere le tue ex-HelloSpank :D :D :D

10:40 AM  
Blogger colas said...

Non suona come il 1995. Suona meglio, ma ricorda il 1995.
Alla fine loro sono onesti: è il disco del ritorno ed era giusto farlo in questo modo. Anche i Lemonheads, per dire, sono uguali al 1993, ma va bene. E' giusto così.

10:45 AM  
Blogger Cosucce Psicotrope said...

Ciao.
incredibile!! è praticamente la mia storia...solo che non leggevo Airone ma "Le Ore", i Pavement non mi sono mai piaciuti, e sono d'accordo con te sui CR anche senza aver ascoltato il disco.
Cosa che farò a giorni, evidentemente.
L'adolescenza non si discute.
E i CR sono l'apoteosi della mia adolescenza! :D

1:05 PM  
Anonymous bollA said...

voglia di ascoltarlo, sto disco..ho sentito solo i primi due pezzi su repubblica...pare che in sti giorni sia arrivato su soulseek...che dire...dainamaita sempre più vicino e crx sono un signor trittico...ora vedremo...per me sì, un po' manca giuliano.

4:07 PM  
Anonymous Anonimo said...

che bel post!

11:42 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ciao,
gran bel post.
A mio parere Reale stà una spanna sopra tutto quello uscito in Italia negli ultimi anni, il problema è che dai Casino mi aspettavo anch'io un passo avanti. Ci hanno abituato troppo bene.
Mi sono permesso di linkare il tuo post nel mio blog (luckytown.splinder.com), però fammi sapere se è un problema.
Zoost

5:28 PM  
Anonymous medo said...

Fino a Hallo Spank e la Pimpa ti ho seguito. Ma mentre tu dopo hai optato per i Casino Royale io sono impazzito per i Queen che ho gettato nel cestino all'arrivo dei Nirvana. E ora ascolto Shostakovich e Rachmaninov.

9:00 PM  
Blogger colas said...

Eh ma io non ho optato per i Casino Royale. Sentivo già altre cose prima ed ho continuato dopo. Tipo che Nevermind lo comprai in cassetta dal giornalio del paese di mia nonna un paio di mesi dopo l'uscita :D

9:08 PM  
Anonymous Kid_A said...

Appoggio in pieno la tua passione per le storie a bivi. Prima dei Librogame, un passo quasi inevitabile, il sottoscritto è passato attraverso quelli che erano un po' gli antenati dei Librogame, chiamati con un'ingenuità splendidamente anni 80: 'Scegli La Tua Avventura'. Chissà se qualcun altro li ricorda.

Invidia per la classe in cui eri. Da me ad ascoltare cose più di nicchia eravamo in tre, che puntualmente sul pullman ci isolavamo nei nostri walkmen per sfuggire ai tragici, inevitabili unplugged da canzoniere.

Il nuovo dei Casino Royale comunque non l'ho ancora ascoltato e a dire il vero non so se mai lo farò. Sono in una fase in cui la nostalgia mi fa più male che bene.

11:46 AM  
Blogger elena said...

io l'ho ascoltato un po' di volte in queste ultime ore...e son daccordo con te, niente male.
funk chic!

gli fanno un baffo alle cover del palma (non ho mai capito la sua scelta di rintanarsi nello ska)

9:28 PM  

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