Trentaduemilasei (esclamate tutti in coro: "Che noia!")
30 dischi.
5 a post.
Italiani e stranieri: una faccia e una razza, senza distinzioni.
Tranne che per i primi cinque (quelli che saranno scritti per ultimi), non esiste un ordine numerico.
Anche per loro, in realtà, non esiste un ordine numerico.
Tutti (quei cinque di più, ma anche questi) saranno il "disco dell'anno", nell'anno in cui un disco dell'anno, forse, non c'è.
(Nota a margine per i segaioli: è un gioco. Prendere per quello che è. Un gioco.)
30-26
Mark Lanegan & Isobel Campbell
Ballad of the Broken Seas

Anche se al momento di stilare le classifiche se lo dimenticheranno quasi tutti, questo disco è del 2006. Non rivoluzionerà la musica moderna e neanche quella non moderna, ma la collaborazione Campbell/Lanegan, a parte i luoghi comuni stile "diavolo vs acqua santa", è davvero riuscita.
Una raccolta di canzoni e poco più. Ma canzoni di quelle che non capitano tutti i giorni.
Entrambi nel 2006 non sono stati con le mani in mano: tour (da soli) in giro per il mondo, dischi nuovi (Isobel Campbell "Milkwhite Sheets") e collaborazioni (The Twilight Singers/Mark Lanegan "A Stitch in Time"). Nel 2007 faranno un tour insieme.
Unica data italiana, il 31 gennaio, a Bologna.
Cesare Basile
Cesare Basile è uno "che non piace".
Troppo serio, troppo mortifero, sfigato quasi. Uno che vive ai margini della musica d'autore, troppo poco inquadrabile per il Club Tenco e troppo forzatamente uncool per essere considerato uno della "scena". In realtà è l'unico tra gli italiani della "generazione Agnelli" ad essersi allontanato dal rock italiano per approdare ad un qualcosa di più adulto. Uno scrittore di talento in grado di unire De André al cantautorato di stampo americano.
Ha passato il 2006 suonando in giro per l'Italia da solo, con John Parish, Robert Fisher e i Songs For Ulan. Ha appena pubblicato un cd/dvd registrato dal vivo alla Casa 139 di Milano.
Electric President S/T

Ha ancora senso un disco del genere? Ha ancora senso il termine indietronica?
Ma soprattutto: ce l'ha mai avuto?
La risposta probabilmente è sempre la stessa: no.
E allora perché il disco degli Electric President finisce tra i dischi dell'anno?
Non lo so. Troppe domande. Meglio spingere play.
Chad Vangaalen
Skellyconnection

Un disco l'anno. La carriera di Chad Vangaalen è appena iniziata, ma se continuerà con questa media rischia di ritrovarsi con una discografia che neanche Dylan (parlo di quantità, non di qualità, ovvio).
Chad Vangaalen vive in un mondo tutto suo, colorato come i fumetti che disegna, disturbato e oscuro come i testi che scrive. E' un cantautore, ma non solo.
Registra con pochi mezzi, suonando praticamente tutti gli strumenti, spaziando tra un genere e l'altro. Come il Moretti di trent'anni fa: è un autarchico.
Loose Fur
Born Again in the Usa

Ok, il titolo del disco è brutto. Parecchio.
I Loose Fur sono un gioco. Il gioco di Jim O'Rourke, Jeff Tweedy e Glen Kotche.
Un gioco che viene ritirato fuori dall'armadio ogni qual volta i tre si ritrovano con poche cose da fare. Non capita spesso, per ovvi motivi.
L'idea dietro al progetto è semplice: dimostrare come la musica pop, per quanto "istintiva" e di stomaco, sia fondata su canoni e criteri quasi matematici.
Praticamente: canzoni "facili", scritte, suonate ed arrangiate in un modo "difficile".
Aspettando maggio 2007 ed il ritorno degli Wilco.
[continua...]
13 Comments:
gentile utente prego visitare
nostro blog ed in caso
lasciare commento
tanti raggi :) <-positività
ma anche no
:D
(david t'ho sgamato)
che classifica barzotta!
spero solo che i post siano uno al giorno, e non si facciano attendere
sì sì. Uno al giorno o uno ogni due.
Promesso.
evviva chad vangaalen
ma a me il disco di lanagan/campbell nn è mica piaciuto granché... sanno fare meglio tutti e due.
Ottima idea invece, anche io seguii questa metodologia "a puntate" per commentare tutti e 50 i film visti nella scorsa stagione... impiegai 10 post!
Anyway,
io non me la dimentico la BALLATA DEI MARI ROTTI: anzi, sarà nella mia top10!
E grazie per la dritta del concerto di Bologna!
Aspettiamo i nuovi post(s)!
pensa che ero convinto che per questa cinquina il disco di Campbell/Lanegan sarebbe stato l'unico a non destare perplessità
:D
Bravo, Cesare merita più di tutti. Perché Gran Cavalera è il più bel disco italiano da molti anni in qua, e non a caso gente come John Parish e Greg Dulli considerano Basile il miglior artista delle nostre parti. Anche se a volte le sue canzoni fanno un po' tremare. E poi Ces i diischi li fa in gennaio, e bisogna avere la memoria lunga per ricordarsene nelle playlist.
Finora niente che sarà tra i miei dieci... ma lode a Basile che ho sentito due volte in Cantina ed è stata una buona sorpresa per me.
Isobel e Lanegan cominciai a sentirli prima che uscisse il disco in Italia, per farmi un'idea... all'inizio mi prese poi quando il disco uscì veramente bloccai la prenotazione da Nordovest... non l'ho più sentito e non mi manca per niente!
eh manco tra i miei:D
La nota a margine per i segaioli è cosa quanto mai necessaria in questi ultimi tempi...
Pare che la gente non c'ha un cazzo da fare.
Dei dischi, che te devo di...di quelli che hai proposto fino ad oggi non ne ho ascoltato manco uno.
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