Trentaduemilasei ("la classifica barzotta")
The Thermals
The Body, the Blood, the Machine

La vera forza del rock and roll, rispetto tutti gli altri generi musicali, è la spontaneità.
La capacità di riuscire a comunicare tutto e subito, coinvolgendo, oltre alla testa e il cuore, anche il fisico. I Thermals sono in giro da un bel po', vengono da Portland ed incidono per la Sub Pop.
Probabilmente non lasceranno mai un segno, ma il loro ultimo disco, prodotto da Brendan Canty dei Fugazi, si fa ascoltare e ballare con piacere.
Quando s'impegnano, se s'impegnano, ricordano i Pixies.
Ed è per questo che sono in classifica. Al posto dei Raconteurs
Think About Life
S/T

Questo disco finisce in classifica non so bene neanche io perché.
E' un disco imperfetto, con canzoni non sempre all'altezza e una ricerca della stranezza a tutti costi che finisce per apparire forzata.
Però mi piace, e forse proprio per colpa dei suoi difetti.
Sono in tre e sono amichetti dei Wolf Parade. Si divertono con synth e tastiere da cui tirano fuori drone e suoni sporchi, poi c'è anche una batteria.
Tutti e tre cantano.
Fanno un genere indefinibile, quando va bene flirtano con l'hip hop, quando va male cercano di fare pop in una maniera che esiste solo nelle loro teste.
Oneida
Happy New Year

Gli Oneida mi stanno sul cazzo. Non li sopporto.
Sono anni che li aspetto al varco: non è possibile che facciano un disco l'anno ed ogni volta miriadi di "critici" ed ascoltatori non aspettino di meglio per calarsi le braghe e celebrarli.
Mi stanno sul cazzo per tutto quello che rappresentano: la manna dal cielo per gli Scaruffiani, il gruppo da nominare per sentirsi fighi, "alternativi" e intellettuali.
Li aspetto al varco, dicevo, ma loro mi fottono sempre.
Questo disco è grandioso, leggermente più pop dei precedenti ed ancora più aperto alla psichedelia.
Mi stanno sul cazzo, non li sopporto... ma li amo alla follia.
Riccardo Sinigallia
Incontri a metà strada

Ho sempre stimato Riccardo Sinigallia, anche se non l'ho mai seguito con attenzione.
Colpa di un'antica antipatia verso un certo tipo di romanità in musica.
Un preconcetto che mi spinge a guardare con sospetto tutta quella scena "Localara" che negli anni'90 dominava la città e che poi si è un po' persa per strada.
Nonostante tutto: "Incontri a metà strada" è un disco che vale. E molto.
Il disco di un cantautore vero, uno dei pochi che dedica anche attenzione ai suoni e agli "ambienti". Non solo alle parole.
Minus 5
S/T (The Gun Album)

Questo disco è uno scherzo.
Come quello dei Loose Fur è il frutto di un progetto a tempo perso.
Quello di Scott McCaughey, Ken Stringfellow, Peter Buck e, da un po' di tempo, il solito Jeff Tweedy.
Un album "minore". Un tributo agli anni '60 dei Beatles e alla musica Americana (intesa come genere, ma anche come provenienza geografica).
Pop, molto pop. Per questo mi piace.
Come "Another Fine Day" dei Golden Smog.
Un posto in classifica che vale due.
[continua]
7 Comments:
bello the thermals e ottima sub pop quest'anno.
infatti mi sono reso conto che di dischi sub pop in classifica ce ne saranno un po'.
E la cosa bella è che rispetto al 2005 (e al 2007), i pezzi grossi dell'etichetta (mudhoney esclusi) sono stati tutti fermi
D'accordissimo sugli Oneida!
Su Sinigallia dici delle cose giuste che condivido, ma Minus 5 proprio no: piatto.
di maniera magari, ma lo è volutamente.
Oh, poi i gusti son gusti, per dire... io non sopporto il reggae:D
ahahaha
;)
I golden smog sono piaciuti molto anche a me, così come i loose fur, il basso di o'rourke è ispiratissimo su tutti i pezzi.
Però crederò che controllerò bene gli Shins, non li conosco...
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