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domenica, marzo 04, 2007

Perché Sanremo è... finito

Si è chiuso ieri sera. Con la vittoria a-a-annunciatissima di Simone Cristicchi e la sua sedia.
Già, la sedia. L'avete vista la sedia?
Quella che l'uomo dalla capigliatura di Napo Orso Capo e dal "testo toccante" si è portato sul palco per cinque giorni. Per fare il coup de teatre. Il grande gesto finale. Il "volo" del matto innamorato che dice addio alla vita. Una patetica cazzata, insomma. Una patetica cazzata che tutti i giornali hanno bollato come "suggestiva".
"Che c'entra?", direte voi. A Sanremo contano le canzoni mica i gesti, per cui se bisogna proprio parlarne sarebbe il caso di parlare di quelle. E la canzone di Cristicchi era senza dubbio una delle migliori in gara. La più riuscita cover di Fragile di Sting dai tempi di... Fragile di Sting.
A parte gli scherzi, è chiaro che un pezzo del genere, con quel testo e quel tipo di interpretazione sembra essere scritto apposta per fare breccia nei cuori della vastissima platea sanremese (il pezzo di Cristicchi sembra, quello di Moro è). Ed infatti: ha fatto breccia.
Il fatto è che Sanremo, inteso come luogo fisico misto a "enorme carrozzone mediatico/macchina organizzativa", è un posto al di fuori di qualsiasi regola vigente nel mondo reale. Lontano dal tempo e dallo spazio. Confinante a nord con l'isola di Lost e ad est con "la casetta piccolina in Canadà", per capirlo davvero, comprenderlo, si deve viverlo da lì. Da San Remo.

Io l'ho fatto. Ci sono stato. Nel 2000. Secondo ed ultimo festival dell'era Fazio. Quello con Ines Sastre, Teocoli e non ricordo più chi altro. Quello vinto dagli Avion Travel, insomma.
Ho lavorato al festival come inviato di una radio romana. Eravamo lì in due ed ogni giorno dovevamo fare collegamenti in diretta ed interviste. Ma non è questo l'importante.
L'importante è che tutto il glamour sanremese, quello che giornali e tv cercano di trasmettere per un'intera settimana e non solo, non esiste. E' farlocco.
Sanremo visto da San Remo è più simile ad un remake di "Freaks" che alla notte degli Oscar. E più della manifestazione in sé, i veri protagonisti sono i personaggi assurdi che ruotano intorno, dentro e fuori l'evento.
Prima di tutto i sosia. Sanremo è il regno dei sosia. Li incontri ovunque: per strada, in albergo, al ristorante. Ma è sulla passerella che i sosia, i mille sosia di Sanremo, danno il loro meglio ed ottengono il giusto plauso. Esaltati ed ammirati da una folla di vegliarde pronti a strapparsi i capezzoli davanti a Michele Zarrillo, ma che non disdegnano un finto Pavarotti e una Liz Taylor de noantri. Più de noantri che Liz Taylor. A dire il vero.
I veri protagonisti sono loro e come loro tanti altri: Solange, i vari presenzialisti televisivi (Paolini, Riccardo Cocco, quelli lì), finti preti cartomanti, finti fotografi, finti tutti. C'era anche Bono Vox, quell'anno. E per questo ricorderò quel posto sempre con grande affetto: ha reso possibile l'incontro e la foto con uno dei miei miti di sempre. Leone di Lernia.
Poi ci sono i critici, gli speaker radiofonici, gli esperti di musica, che durante il resto dell'anno dedicano gran parte del tempo alla floricultura, e in quei giorni, solo in quei giorni, si scoprono novelli Greil Marcus ed hanno una parola per tutto. Sbagliata, ma ce l'hanno.
Quelli per cui D'Alessio è un grande artista. Sempre e comunque. Baudo non sbaglia un colpo.
E na volta sì che le canzoni erano importanti, i treni arrivavano in orario...
A Sanremo vanno tutti per la musica, ma della musica non interessa niente a nessuno.
Non interessa ai discografici, da quelle parti solo per inseguire passaggi televisivi per i propri assistiti, come se un pomeriggio a "La vita in diretta" in diretta dall'albergo tal dei tali potesse sopperire alle enormi falle di un anno di non promozione. Non interessa ai musicisti. Anzi: ai cantanti. Come ormai li chiamano solo lì. Non interessa a nessuno. Eppure ne parliamo tutti.
Misteri della fede: come il terzo segreto di Fatima e il sangue di San Gennaro.

A Sanremo quell'anno c'erano due sale stampa. Quella "vera" (dove quest'anno Chiambretti conduceva il dopofestival) e quella finta. Dedicata alle radio e tv private e locali. Quella dove ero io.
Una specie di Loggia nera. Un non-luogo nel non-luogo dove ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: Tozzi (con la lingua blu) che si pavoneggiava di aver venduto più dischi dei Beatles, i Matia Bazar convinti di aver inventato la musica elettronica, Sting che manda cortesemente a cagare una giornalista toscana alla terza domanda sul sesso tantrico (si vede che era interessata), il giornalista che: "Scusi Andrea Mazzacavallo. Perché ha scelto questo nome?". Pausa. "Perché è il mio."
Non ricordo chi vinse il premio della critica quell'anno, ma ricordo l'enorme disappunto quando scoprii che noi poveri stronzi delle radio e delle tv non avremmo potuto partecipare alla votazione. E allora con Giacomo, il mio compare inviato, iniziammo la sommossa. Volevamo votare e alla fine votammo. Proponemmo l'idea di un premio della critica alternativo, dato dalle radio. Ci mandarono da Maffucci (il padre dello Zero Assoluto che "non fa niente". Repetto is the new black), dagli autori, dai capistruttura. E alla fine il premio nacque. Presero una targa destinata ad altri scopi e la travestirono da trofeo. Ci scattarono una foto e la misero sul giornale del festival. Lo vinse Irene Grandi. E noi che avevamo fatto tutto 'sto casino solo per far vincere i Subsonica...
Questa mattina ho scoperto che lo danno ancora. L'ha vinto Cristicchi. Pure quello.
E come dice Milva, la fulva, "The show must go oooooooooon".
Sempra con la "o" chiusa. Mi raccomando.

11 Comments:

Anonymous sarak said...

Ahahaha... ma porcaccia la vacca.
Ieri stavo in un pub e c'era in uno schermo Sanremo, per fortuna con l'audio spento. Poi sul finire hanno messo l'audio per sentire il risultato finale e appena ho sentito 'sto Cristicchi m'è venuto in mente il "minchia signor tenente"... una canzone furba e scassapalle. Quella sedia poi era qualcosa di veramente triste e così plateale da farmi pensare alle sagre della sagna e fagioli.
Ma come si fa!!!
Ma Al bano e Milva ancora rappresentano la canzone italiana?
E Bella di padella col padre sembravano due dementi vestiti d'ipocrisia (per fortuna non l'ho sentiti).
Chiudo con una nota di gran merito a chi ha ficcato Alba Parietti e Barbara Palombelli nella Giuria di qualità... ahahahahhahahaha

PERCHE' SANREMO E' SANREMO

1:56 PM  
Anonymous seralf said...

"il pezzo di Cristicchi sembra, quello di Moro è"
sottoscrivo... personalmente non mi è simpatico Cristicchi e la canzone era ruffiana e presentata in modo ancor più ruffiano. Ma è un pezzo oggettivamente fatto bene,a differenza dell'altro che una ruffianata e punto. Hai fatto caso che ormai ce ne è uno l'anno di gggiòvane che fa la ruffianata e vince? chissà dove è finito Povia.

in ogni caso io ho apprezzato molto (datemi del matto) jonny dorelli, un po' poco Silvestrei da cui mi aspettavo di più, e la canzone della Ruggiero ma nella sola versione riarrangiata con il coro.

Si nota che dopo anni mi è capitato di vederne un po'? :-)

3:58 PM  
Anonymous Anonimo said...

"Milva, la fulva" è da oscar.

C.A.F.* ora e sempre

TheSadPandas


*Comitato
Anti
Fegiz

4:45 PM  
Anonymous disorder said...

1) Sull'autenticità artistica di Cristicchi potrei buttare lì un fatto: era compagno di merende sui palchi minori fiorentini con POVIA (come riconosciuto in interviste di entrambi)...

2) La canzone di Silvestri potrebbe però anch'essa considerarsi paracula in altro senso. E mi ha fatto cagare, e mi spiace.

3) E comunque Elettrochoc quando la mettono (generalmente nella sequenza tra Polvere e Tenax) si balla da Dio.

6:24 PM  
Blogger dhinus said...

(10:35:52 PM) Dhinus, quasi ing.: oh cazzo ma ha vinto simone cristicchi
(10:35:59 PM) Dhinus, quasi ing.: ahahahahahah queste sono le grandi notizie
(10:36:04 PM) Dhinus, quasi ing.: della vita. altro che la laurea.
(10:36:18 PM) vale: eh l'ho scoperto oggi sul televideo
(10:36:24 PM) Dhinus, quasi ing.: io su indiessolvenza
(10:36:27 PM) Dhinus, quasi ing.: 1 a 0 per me :)

10:42 PM  
Blogger colas said...

A me in realtà il pezzo di Cristicchi non piace, ma non metto in dubbio la sua sincerità. Lo conosco, l'ho visto suonare tante volte, un mio amico ha suonato la chitarra con lui per anni ed ha sempre fatto questo tipo di cose. Moro è uno che ci prova da anni, prima come simil grignani idolo delle ragazzine, poi vasco però meno rock e più ballereccio ed ora cantautore impegnato. Il suo modo di porsi "mani in tasca e sguardo da bel tenebroso" è insopportabile.
Cristicchi per scrivere 'sto pezzo è andato negli ospedali, ha girato un documentario, ha scritto un libro. Moro ha visto un telefilm su Borsellino...

1:03 AM  
Blogger sadpandas said...

Concordo. Discutibile il punto di vista della canzone di Cristicchi (altrettanto discutibile però anche la lettera di protesta che gli è stata prontamente indirizzata qui), ma non certo 'operazione ad uso San Remo'.
Ho leggiucchiato il libro e m'è parso molto bello. Ottime foto, anche.

11:41 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ma parliamo del vero scandalo! Dorelli non e' arrivato neanche tra i primi dieci?!
Lavinia

12:13 PM  
Anonymous disorder said...

In effetti le mani sempre in tasca di Moro erano forzatissime.

Su Cristicchi che dire, effettivamente un progetto dietro c'è, e per il resto ti dò atto di conoscerlo meglio di me. A me non é mai piaciuto granché come cantautore, lo sento distante. Sarà per quello che lo percepisco *io* meno autentico (il che non significa che lui non sia sincero).

PS. mi ero dimenticato di esprimere la tristezza che mi provoca la sosia di Lara Croft nellla foto...

12:51 PM  
Blogger Beatrice said...

E non hai sentito i commenti della giuria demoscopica qua a Roma. Ebbene si, mi sono intrufolata, cazzo ero troppo curiosa di vedere come le fanno ste cose. Vabbé è stato tutto da ridere. La gente alla fine della canzone di Moro diceva "co-ra-ggio-sa/o", "bellissima canzone", "questa si che è una canzone". Io gli ho dato 1, perché zero non c'era.

9:16 PM  
Blogger Giulia said...

Beatrice, non sei morta?
No, perché io in situazione analoga a un certo punto ho avuto istinti omicidi/suicidi.

9:43 PM  

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