Take Ecstasy with !!! (Fan scintille con la "legna" figuriamoci con...)
E non lo dico così, tanto per fare Vip Watching, ma perché la presenza di Ghezzi ad un concerto è un segnale. Per tutta una serie di ragioni.
La prima, banale, è perché Ghezzi porta bene. I due concerti che mi era capitato di vedere a pochi metri da lui sono finiti dritti dritti nell'albo dei ricordi. Un Battiato di dieci anni fa, quando Sgalambro non aveva ancora la pretesa di cantare e, soprattutto, un meraviglioso live dei Fugazi al Forte Prenestino che è rimasto per anni, travestito da manifesto, vicino alla mia testa nel momento di dormire. E poi ieri, che insomma potrà pure non rimanere nella memoria ma nelle gambe e nelle braccia. Nei muscoli pure. E parecchio.
L'altro motivo, che è banale pure quello ma è diverso e mi permette di partire con una lunghissima meta-pippa, è che Enrico Ghezzi è il re del fuorisincrono.
E non c'è niente di meglio del fuorisincrono per spiegare una serata come quella di ieri al Circolo.
I !!! sul palco erano l'ira di Dio. Come sempre. Davano l'impressione di suonare come se fosse l'ultimo concerto della loro vita. Non si risparmiavano e sembravano scontenti delle reazioni del pubblico. Una roba tipo: "Io sono qui che prendo il mondo a spallate, mentre tu che stai sotto ti comporti come ad una gara di liscio del sabato pomeriggio al centro anziani".
D'altro canto quello che mi arrivava di tutto questo grande sfoggio di energia non recepita era un enorme mole di suono basso/batteria/due chitarre/fiati/synth/percussioni che giocava a rimpiattino e s'infrangeva sugli ottocento corpi ballanti, urlanti e sudanti, del sold out.
Una massa indistinta che nonostante tutto prendeva dritto allo stomaco e ti faceva muovere. Un po' come quelle malattie del sistema nervoso che fanno andare gli arti per i cazzi loro nonostante il cervello ordini tutt'altro.
Ed era la quarta volta che li vedevo. La quarta volta in cui Nic Offer saliva sul palco e per un'ora e quarto ti constringeva a non staccare mai gli occhi dalla ripetizione forsennata di un passo di danza. Quello denominato del "coguaro infrocito". Braccia a quarantacinque gradi, palmi rivolti in fuori, spalle che fanno su e giù e testa che dondola in maniera ipnotica. Matematica, quasi.
Era la quarta volta. Uguale alla prima, ma con tutta un'altra gamma di sensazioni con cui giocare a morra cinese. Meglio della seconda. E la terza proprio non la voglio contare.
Eppure avevano fatto Me and Giuliani... senza bis.
Ieri no. Ieri solo cinque minuti di drone di chitarra e buonanotte al secchio.
Ma c'era Enrico Ghezzi.

Guarda: 17 minuti dei !!! live al Pukkelpop 2006.
2 Comments:
Li vidi per la prima volta proprio quest'estate al Pukkelpop. Riuscirono a darmi la carica per affrontare l'ultima giornata del festival. L'altra sera a Torino è stato un trionfo!
No, dissento. I passi di danza, almeno a Bologna, erano diversi e variegati! :)
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