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mercoledì, settembre 05, 2007

La cognizione del dolore



Mia madre aveva una Panda Young: secondo la Fiat di fine anni'80, il tentativo di svecchiare e rendere giovane un'automobile nata già vecchia.
Nella realtà: un modello di Panda disponibile in un solo colore. "Verde catarro".
Il giorno in cui smettemmo di portare a scuola anche mio cugino coincise per me con una grande conquista. Finalmente potevo stare davanti.
Finalmente potevo occuparmi io della radio.
Scegliere le canzoni che preferivo, fare zapping. Essere il dj di me stesso.
Ricordo che facevo sempre un gioco: più la macchina si avvicinava verso la mia scuola e più la ricerca dell'ultima canzone da sentire diventava forsennata. Dovevo trovare un pezzo che mi piacesse, altrimenti la giornata sarebbe andata male. Una piccola, inutile, scaramanzia.
Tra le varie stazioni ce n'era una in particolare che cercavo di evitare con cura. Una radio dedicata solo al pop italiano più becero. Finire su quella frequenza voleva dire rischiare di avere un pezzo di Fiordaliso piantato come un chiodo nel cervello fino a sera.
Eppure c'era un brano che mi faceva impazzire.
Era un duetto. Il classico duetto all'italiana. Voce maschile e voce femminile.
Fiorella Mannoia da una parte. Pierangelo Bertoli dall'altra.

La canzone raccontava una storia delle più classiche: donna innamorata, a casa, che aspetta il suo uomo al ritorno da un'avventura pericolosa, o qualcosa del genere. Non ricordo.
In realtà la cosa che mi aveva colpito, catturato, era un'altra: la voce di Pierangelo Bertoli.
Forte. Potente. Tagliente come una lama affilata.
Ricordo ancora lo shock che ho provato la prima volta che ho visto, in televisione, Bertoli.
La prima volta che ho associato quella voce incredibile alla sedia a rotelle che la portava a spasso.
E' che siamo abituati, male, ad associare la disabilità con debolezza.
A pensare che alcune malattie e problematiche siano per forza viatico di rassegnazione.
Ed invece no. Bertoli lottava. Tirava cazzotti.
Era esattamente il tipo di persona che traspariva dalla sua voce. Nonostante, o forse per, la sedia a rotelle.

Ho provato la stessa sensazione l'anno scorso, quando ho visto per la prima volta dal vivo Vic Chesnutt. Occupava il centro del palco. Ai lati c'erano Mark Eitzel e Pedro The Lion.
Era impossibile non guardarlo. Non era esattamente il ritratto della salute.
Magrissimo, logorato dalla malattia che si porta dietro ormai da parecchio. Era difficile immaginare che conciato in quel modo riuscisse anche solo a parlare. E invece parlava eccome. E cantava. Benissimo. Non solo. Esattamente come Bertoli riusciva a trasmettere forza proprio con la sua fragilità, Vic Chesnutt trasmette gioia di vivere. Allegria. Nonostante la sua condizione e la canzoni tristissime che scrive.
Occupava il centro del palco e si prendeva per il culo. Si prendeva tantissimo per il culo. Ed anche questo lo rendeva eccezionale. Non permette di provare pena per lui. E ci riesce. Eccome.

Vic Chesnutt esce in questi giorni con un disco nuovo.
Il primo per la Constellation. Già, quella Constellation, l'etichetta che siamo abituati ad associare ad un certo tipo di post rock. L'etichetta dei Godspeed You!Black Emperor.
Quanto di più lontano dalle canzoni sghembe e quasi country del buon Vic.
Eppure l'esperimento riesce in pieno.
In "North Star Deserter" sfilano in parata alcuni dei nomi più illustri che frequentano quel tipo di mondo. I Silver Mt. Zion, Bruce Cawdron dei Godspeed (appunto), gli Hangedup, addirittura Guy Picciotto dei Fugazi. Parata di stelle assolutamente non fine a se stessa.
Questa volta Chesnutt ha scelto di prendere il proprio dolore e sbattercelo in faccia. Senza alcun tipo di sovrastruttura. Nudo e crudo. Urticante come le chitarre elettriche, nervosissime, che riempiono e caratterizzano queste canzoni.
Un vero e proprio calcio nello stomaco.
Uno dei dischi dell'anno. Uno dei dischi che rappresenta al meglio quest'anno.
Per me.



Vic Chesnutt - Marathon
Smashing Pumpkins vs Red Red Meat - Sad Peter Pan (Vic Chesnutt cover)
Sparklehorse - West of Rome (Vic Chesnutt cover)
R.E.M. - Sponge (Vic Chesnutt cover)
Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia - Il pescatore

1 Comments:

Anonymous Serena said...

Il pescatore è un pezzone e Pierangelo Bertoli un grande che ha scitto canzoni memorabili. Tipo Eppure soffia (che è una delle mie canzoni preferite di sempre). Cercherò il disco appena mi sarà possibile. Bentornato colas :)

3:55 PM  

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