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Low... forever changes (LT 05)
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Oltre la traversa (Il Mucchio Selvaggio 2002/2003)


Weeds



martedì, ottobre 02, 2007

Deserves a quiet night (toh, Colas che scrive un post su robe di R.E.M.)



Io devo avere qualcosa che non va.
Un tarlo nel cervello, un chip uscito danneggiato dalla fabbrica, una placca di metallo che mi schiaccia una vena e distorce la mia percezione della realtà.
Per dirne una: quando leggo "Mike Mills", anche in contesti con i quali Mike Mills non ha nulla a che spartire, la mia mente si ritrova catapultata in volo pindarico fatto di "bassi Fender, occhiali da nerd, backing vocals, camicie assurde e capelli ossigenati".
E questo succede anche se sono perfettamente a conoscenza dell'esistenza di un altro Mike Mills e del fatto che "quello vero" non si accoppi selvaggiamente con Miranda July, non abbia passeggiato per Venezia con FDL e non si sia beccato una dedica su un disco degli Air.
In cuor mio, io so che quello vero probabilmente in quel preciso momento è nella sua casetta di Athens, seduto sul divano e pure in mutande.
Lo so, ma non riesco a non pensare a lui.
Ed anche adesso che mi trovo a dover chiudere la frase di poco sopra e a trovare parole adatte a spiegare la metafora che sto tentando di creare, anche se ancora non sono riuscito a capire come, sto pensando a lui.
Come se tutta la mia vita, ogni giorno, anche le cose che hanno a che fare strettamente con me e non con le mie passioni, avesse bisogno di essere vista attraverso un microscopio, attraverso un vetrino con sopra la scritta R.E.M.

E così, mentre fra qualche giorno il gruppo di Athens pubblicherà il suo primo vero, inutile, disco dal vivo, a farmi sproloquiare ancora qualcosa sugli R.E.M. e tutto quello che gira loro intorno, è un tributo pensato, redatto ed organizzato da Stereogum. Il blog.
Io lo odio Stereogum. Lo odio, ad essere precisi, da più di un paio d'ore.
Dal momento in cui mi sono imbattuto nella sua pagina ed ho capito che non riuscirò mai ad essere così 2.0. Forse 1.5, ma 2.0 proprio no.
Per capirci: il sogno della mia vita sarebbe proprio organizzare un album tributo agli R.E.M.
Chiamare i musicisti che più apprezzo, fargli scegliere le canzoni...
Sì, sogno di organizzare un tributo agli R.E.M.
Ad essere sinceri mi piacerebbe che le canzoni fossero tutte prese dallo stesso disco.
Una cosa filologica, con la scaletta riportata nell'ordine originale e magari le note di copertina scritte da Bertis Downs.
La stessa cosa fatta da Stereogum. Solo che per lui le note le ha scritte Mike Mills (quello vero) e l'album rivisto e corretto è "Automatic for the People".
L'unico disco che io avrei evitato di toccare, tanto è perfetto.
Mi sarei sentito come uno che si mette a disegnare ghirigori al centro del cerchio di Giotto.
No, non si fa.
Che poi "Automatic for the People" non è il disco degli R.E.M. che preferisco, e neanche il primo che ho ascoltato.
Ma è sicuramente quello che rimarrà, quello più importante. Il migliore.

Ed è per questo che mi sono messo ad ascoltare tutte le rielaborazioni con un po' di paura e scetticismo. E' per questo che provo a raccontarle una ad una. Con poche parole.
Queste.

Drive (The Veils): Ecco, con che coraggio si rimette mano ad una canzone del genere? Il rischio di toppare è altissimo. I Veils, in ogni modo, decidono di puntare tutto sul pathos e per certi versi sembrano aver azzeccato il tiro. Il problema è quando Finn Andrews decide di mettersi a rifare Stipe. E Stipe non lo rifai neanche se sei calvo, ti chiami Michael, hai quarantasette anni ed un pene enorme come la proboscide di Dumbo. No.

Try not to Breath (Dappled Cities): Non conosco i Dappled Cities, me li sono andati a cercare dopo aver sentito questo pezzo. Che dire? Almeno ci provano. Stravolgono il pezzo, pur mantenendo intatta la melodia, rischiano. Vengono dall'Australia.

The Sidewinder Sleeps Tonight (Rogue Wave): Ai Rogue Wave non ho mai perdonato la cover di Debaser registrata per O.C. Devo ammettere, però, che cercano sempre di rendere personali i pezzi altrui con cui si confrontano. E questa volta il tentativo gli riesce benissimo.

Everybody Hurts (Meat Puppets): Vabbè, io voglio bene ai Meat Puppets, davvero. Rientrano perfettamente in quella cerchia di band americane con il segno della sfiga tatuato sulla fronte per cui è solito che io perda la testa. Voglio bene ai Meat Puppets e ne apprezzo lo scazzo e l'ironia anche nell'interpretare una canzone così "grave". Lo apprezzo, ma non l'ascolterò mai più. (Un po' perché questa canzone, ormai, faccio fatica ad ascoltarla tout court).

New Orleans Instrument No.1 (Figurines): Una canzone difficilissima da rifare (nel senso che non ci si può fare molto), loro se la cavano egregiamente. Mi piacerebbe sentirla dagli A Classic Education.

Sweetness Follows (Sara Quin): Questa è una delle canzoni minori degli R.E.M. che preferisco. Mi sarebbe sempre piaciuto poterla ascoltare dal vivo, ma non è mai capitato. D'altronde la suonano ogni morte di Papa (infatti nel tour del 2005, ogni tanto...). Sara è quella di Tegan & Sara che non si chiama Tegan. Una abituata a fare cover, insomma. Carina, ma meglio "quella vera".

Monty Got a Raw Deal (Catfish Heaven): ha senso prendere un pezzo degli R.E.M. e ricantarlo come farebbe Springsteen? Secondo me no, a meno che non sia proprio Springsteen a farl0. (Però l'idea dei fiati è carina).

Ignoreland (The Form): Cavoli, questi sembrano i Lemonheads del 1992. Mi segno il nome.

Star Me Kitten (Blitzen Trapper): Fedele all'originale, resa solo un po' più giocattolosa. I Blitzen Trapper sono bravi. Hanno talento. In certi momenti sembra quasi un pezzo dei Flaming Lips. Evviva il falsetto. Siempre!

Man on the Moon (Shout Out Louds): Noi vogliamo bene agli Shot Out Louds, tutti vogliono bene agli Shout Our Louds. Non vedo l'ora che vengano in Italia per vederli, finalmente, dal vivo. Spero solo che prima di quel momento qualcuno vada da loro e li sottoponga ad una lobotomia, tiri fuori il nome R.E.M. dalle loro teste e li costringa a dimenticare di aver inciso questa canzone. Non sia mai che gli venga voglia di suonarla. Con tutti quei "bonghetti" finti che neanche al parco il sabato mattina.

Nightswimming (The Wrens): Tra tutti i gruppi presenti nel tributo, i Wrens sono quelli che hanno il maggior diritto di starci. Sono figli della stessa America da cui provengono Stipe e compagni. Il loro mondo è proprio quel mondo lì. Le loro chitarre nascono direttamente da quelle di Peter Buck. La canzone è una di quelle intoccabili, loro ci riescono benissimo. La rivoltano da capo a piedi, ne mantengono lo spirito, la stravolgono. Tranne che nella melodia. Intoccabile, appunto. Bellissime le doppie voci.

Find the River (Dr Dog): Mi sarebbe sempre piaciuto sentire Paul McCartney alle prese con un pezzo degli R.E.M. Finalmente ho (quasi) soddisfatto questa curiosità.
Poi con questa canzone è tutto facile. Neanche Masini potrebbe renderla meno che bellissima.


Scarica: il tributo ad "Automatic for the People".
Leggi: le note di copertina di Mike Mills e degli autori delle cover.
Guarda: l'orribile copertina.



Non c'entra niente, ma parlare di "Automatic for the People" mi fa pensare al Natale del 1992 e all'espressione facciale che devo aver fatto una volta aperto il pacco.
Gli zii che me l'avevano regalato gongolavano, gli altri, quelli che per uno strano destino hanno toppato ogni tipo di regalo, prendevano appunti e decidevano che da quel momento mi avrebbero donato dei dischi anche loro.
Ci provarono una volta sola. Con l'album solista di Brian May.
La cosa strana è che con loro parlo ancora. Con gli altri no. E non ne sento la mancanza.
Anche se mi hanno cambiato la vita.

7 Comments:

Blogger Paul The Wine Guy said...

Automatic for the people è uno dei miei album preferiti. Grazie di cuore. Adesso ascolto il tributo. Certo che la copertina..

8:10 AM  
Anonymous Anonimo said...

bellissimo!

12:02 PM  
Blogger a. said...

ok, è il disco della vita anche qui, una volta ero arrivato a capire chiarissimamente che il disco era una metafora/rilettura della bibbia. ora non me ne ricordo più il perchè. vado a scaricare.

3:03 PM  
Anonymous disorder said...

Cazzo, Nightswimming. Cazzo.

(io non sono inorridito troppo per Man On The Moon. Sarà perchè non è tra i pezzi a cui sono più attaccato. Certo, non è tra le cover migliori. L'ìmportante comunque è che NON la facciano dal vivo eh)

5:48 PM  
Anonymous sariti said...

vado e l'ascolto subito pure io...

6:37 PM  
Blogger dufresne said...

Interessante iniziativa, grazie per la segnalazione (era tanto che non passavo su Stereogum)!
"Automatic" è probabilmente il disco più bello dei r.e.m., non esistono incertezze, è un viaggio che toglie il respiro, sempre ad altissimi livelli ed ogni canzone è un potenziale singolo (di successo). Direi che è perfetto, ma forse è proprio per questo che non sarà mai il mio disco preferito di quei ragazzi, come lo è "New adventures in hi-fi". Fosse anche solo per l'attacco di Electrolite.
Tu potresti sempre farlo per, mumble mumble, "111" di Tiziano Ferro. Fosse anche solo per E Raffaella è mia. Ma forse non sarebbe la stessa cosa...

pg

8:16 AM  
Anonymous Felson said...

Bella iniziativa! Io voto per la cover di New Orleans Intrumental No.1, che bella questa nuova versione!

8:47 PM  

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