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Weeds



giovedì, dicembre 13, 2007

Night falls over mortadella (Il classico post appendice della classifica di fine anno).



Sono anni che mi autoimpongo di non ragionare troppo sulla classifica di fine anno.
Paradossalmente mi sembra più onesto seguire l'istinto e buttare fuori un nome dopo l'altro sulla pagina bianca appena aperta.
Una volta finita, ma un secondo dopo eh, comincia la tortura.
"Nooo, ho dimenticato..."

Ne ho dimenticati tanti, ma ce n'è uno che proprio non riesco a spiegarmi come ho fatto.
Sono stato mesi a chiedermi perché il disco di The Good, the Bad & the Queen fosse stato così poco considerato che alla fine ho finito per considerarlo poco anche io.
Sbagliando, visto che è un album bellissimo e complesso.

Cos'altro manca?
Innanzitutto Jens Lekman. Che ho ascoltato ancora troppo poco ed ho preferito lasciar fuori.
I White Stripes mi sono scivolati addosso senza lasciar traccia ed è strano, visto quanto mi aveva colpito il loro live di quest'estate.
Gli Interpol continuano a non dirmi niente.
I Grinderman sono sicuramente tra i quaranta dischi dell'anno.
Così come i Band of Horses, gli Of Montreal (con il loro album meno bello, c'è da dire), Yacht e Shocking Pinks.
Ritengo gli Apples in Stereo un'ottima forma d'intrattenimento e forse il loro ultimo album è più riuscito di quello dei New Pornographers ma, appunto, ho agito d'istinto e questo è quello che è successo.
Per certi versi il 2007 è stato l'anno dei grandi ritorni dei mostri sacri dell'indie rock americano.
Già scritto di Dinosaur Jr e Black Francis; meritano una citazione anche Glenn Mercer (Feelies) con il suo "Wheels in Motion", i redivivi Buffalo Tom ed il ritorno di Thurston Moore alle atmosfere di "Psychic Hearts", suo disco solista del 1995 mai troppo incensato.
Come al solito, ogni anno esce un disco dei Tunng. Come al solito, non finisce in classifica.
Anche se loro continuano a piacermi un sacco.
Svaniti dopo l'esaltazione momentanea del primo ascolto il nuovo dei Blonde Redhead e quello di Iron & Wine. Ci sarebbe potuto stare anche lo strumentale dei Calexico. "Botox" (Che poi sarebbe "Tool Box").

Mi sembra altrettanto assurdo non segnalare il "Live at Massey Hall" di Neil Young.
Concerto acustico del 1971 uscito per la prima volta all'inizio di quest'anno e finito addirittura nella top 10 americana. Cosa che al buon Neil non succedeva da circa una quindicina d'anni.
Sempre in ambito "vecchiazze che piacciono solo a me": la colonna sonora di "I'm not There", con tutte le cover dei classici ( e non solo) dylaniani, merita una menzion d'onore.

Mi sono reso conto di aver ascoltato molta poca elettronica e decisamente più roba danzereccia.
Belli, comunque, i dischi di Burial e Murcof.
Divertenti (ecco la roba dance): Justice, Digitalism e la raccolta di remix dei Soulwax.
Figo l'album di El P.
Molto deludente "Volta" di Bjork ed il solista di Timbaland.

E poi, cosa manca?
Ah, gli italiani.
Ho deciso di fare una classifica a parte per un motivo molto semplice.
La musica italiana di area indie quest'anno ha tirato fuori tantissime cose interessanti e degne di competere con i più blasonati nomi stranieri. In questo senso, la mia scelta separatista può sembrare sbagliata, ma quello che volevo fare era proprio raggruppare uno dopo l'altro gli album italiani che più mi sono piaciuti. Perché ce ne sono tanti. Ecco. E ce ne starebbero altrettanti.

Tutta roba italiana:
1. Settlefish - Oh Dear.
(Una conferma. E' il loro disco migliore. Tra i primi dieci dischi dell'anno in assoluto. Secondo me).
2. Altro - Aspetto.
(Loro sono il nostro post punk. "I Massimo Volume con molte meno parole").
3. A Toys Orchestra - Technicolor Dreams.
(Disco strepitoso. E dal vivo sono anche meglio).
4. Alessandro "Asso" Stefana - Poste e telegrafi.
(Alt country e field recordings. Un talento unico).
5. Egle Sommacal - Il legno.
(Disco speculare a quello di "Asso", ma per chitarra acustica. Bellissimo).
6. Giardini di Mirò - Dividing Opinions.
(Il disco "emo" dei Giardini. Quello più vissuto).
7. Jennifer Gentle - The Midnight Room
(Un album strano, più "rock" ed inquieto dei precedenti).
8. Il teatro degli orrori - Dell'impero delle tenebre.
(Tanto bravi su disco, quanto sconclusionati dal vivo. Ma che ci volete fare: ho sempre amato i Jesus Lizard).
9. Disco Drive - Things to do Today
(Meglio dal vivo, dove emerge ancora il loro lato punk. Ma per suoni e "tiro" non hanno niente da invidiare a nessuno).
1o. Subsonica - L'eclissi
(Ok, è una provocazione. Ma se il mainstream italiano fosse tutto così saremmo decisamente messi meglio).

Insomma: il 2007 sarà ricordato come un buon anno. Almeno per la musica.
Solo per la musica?

12 Comments:

Anonymous sarak said...

Ahahahhahaaha... ne parlavo con Nordovest dei The Good, The Bad & The Queen. E' successa a tanti la stessa cosa, pure a me, convinti di metterli in classifica perché meritano e poi ritrovarli fuori in un modo o nell'altro. Incredible.
White Stripes, concordo in pieno.
Band Of Horses e, soprattutto, Of Montreal invece mi piacciono moltissimo e li ho messi in classifica. La ricerca pop degli Of Montreal mi ha affascinato e disarmato: non lo trovo affatto l'album meno bello.
Per quanto riguarda i Blonde Redhead a me rimane ancora mezza esaltazione.

P.S.
Ammazza quanti italiani mi son perso quest'anno!!!

1:39 PM  
Blogger colas said...

recupera i settlefish.
vista la tua classifica sono assolutamente in linea con i tuoi ascolti.
E l'album è prodotto benissimo.
Come i dischi "esteri" di quel genere lì.

1:48 PM  
Anonymous countryfeedback.splinder.com said...

"Solo per la musica?"
Beh, più o meno sì...
Cmq, bando alle ciance:
e MAGIC?
Ehehehe!!! Ho letto nel commento al precedente post che l'avresti citato...

Mi aspettavo invece di non leggere nemmeno una riga su DRUMS & GUNS, in virtù di una vecchia chiacchierata primaverile.

Strana la tua reazione ai WHITE STRIPES... ne riparleremo; sugli INTERPOL appoggio su tutta la linea; forse IRON & WINE l'avrei visto tranquillamente nella tua lista.

Neil Young del '71 e I'm not there, ti assicuro, non piacciono solo a te.
Ah, che goduria i classici!

11:46 PM  
Anonymous sarak said...

Farollo, grazie, poi ti dirò se mi hai consigliato bene.

8:52 PM  
Blogger colas said...

hai ragione!
Non ho citato "Magic",
ma alla fine ne ho parlato non troppo tempo fa e continuo a pensare che sia un disco funzionale al fatto che certe canzoni, dal vivo, in un concerto antologico, ci possono anche stare e pure bene.
Ma è veramente uscita talmente tanta roba bella che uno springsteen mediocre possiamo pure tenerlo fuori. Un anno.
Tanto nel 2009 farà un disco voce e chitarra che ci farà piangere di nuovo come bambini.
;D

9:35 PM  
Anonymous countryfeedback.splinder.com said...

Beh oddio...mediocre mica tanto... Non dico sia al pari di WE SHALL OVERCOME ma è almeno 50 volte davanti a DEVILS & DUST, per dirne una... (disco confuso e senza identità, un riappiccicco di cose vecchie e nuove).
Un disco muscolare e old-time come solo lui sa fare: le atmosfere e i temi di THE RIVER suonati a-là THE RISING.
Un disco fenomenale, secondo me.

11:25 PM  
Blogger colas said...

mediocre per i suoi livelli, che sono alti, comunque.
Eh ma infatti non mi ero cagato molto neanche Devils & Dust

9:33 AM  
Blogger colas said...

mediocre per i suoi livelli, che sono alti, comunque.
Eh ma infatti non mi ero cagato molto neanche Devils & Dust

9:33 AM  
Anonymous sarak said...

Country tu sei un fan però... chi non lo è lo mette dietro di brutto perché quest'anno c'è veramente tanta roba.

1:40 PM  
Anonymous countryfeedback.splinder.com said...

@sarak: Sì è vero sono un fan (e poi c'è anche il valore aggiunto di averlo visto a Milano circa 15 giorni fa) però (e ritiro in ballo la stampa specializzata...ahahah!!!) a parte la critica italiana - quasi unanime nel considerarlo poco - negli USA si sono sperticati di elogi per questo lavoro.
In molti lo hanno posto addirittura al di sopra di THE RISING... e calcolando che per il 90% della gente THE RISING è il miglior Springsteen degli ultimi 25 anni (da NEBRASKA, 1982, per intenderci) i conti sono presto fatti...

1:30 AM  
Anonymous valentinac said...

classifiche impeccabili e condivisibili. solo due appunti. il primo: mi ci hai snobbato i perturbazione che per me sono disco italiano dell'anno, con una forza compositiva che sbalordisce, commoventi. ma qui è questione di gusti.
il secondo appunto è invece sulla "provocazione" dei subsonica. perchè dovrebbe essere una provocazione metterli in classifica??? solo perchè riempiono i palazzetti dello sport?? e quindi?? se ce li ascoltavamo in 10 smettevano di essere una provocazione?? è un'annosa questione che, detto tra noi, ha rotto le balle. nel senso..i subsonica hanno fatto un bel disco, punto. meglio di molti dei gruppi che citi tra questi qui sopra, diciamocelo. che gli uni siano mainstream e gli altri no, non è un metro di giudizio. i subsonica rientrano giustamente nei primi 10 italiani del 2007. senza provocazioni..non credi?
con affetto e stima immutati nei secoli dei secoli amen.
Valentina (Catalucci)
:)

5:22 PM  
Blogger colas said...

La provocazione è perché chiaramente non si tratta del loro disco migliore ed infilare dei subsonica non al loro massimo, ma comunque buonissimi, tra i dieci dischi italiani migliori, è comunque un segnaòle
Non c'entrano i palazzetti, ma il fatto che nel 2007 loro rappresentano ancora una "novità" per il pop cantato in italiano. E nuovi non lo sono da un pezzo. mi auguro che diventino ancora più grandi dal punto di vista numerico. Perché hanno sempre e comunque una marcia in più rispetto ai loro cloni annacquati creati ad arte per fare i soldi.

1:35 AM  

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