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Weeds



venerdì, dicembre 14, 2007

Scaruffi mi fa una zagana/1



Il disco dei Gowns si chiama "Red State".
Io non lo so qual è "lo stato rosso", ma un'album che si apre con Fargo, la stessa Fargo del film dei fratelli Coen, lascia molto poco all'immaginazione.
Il 2007 è stato (è ancora) l'anno del folk. In tutte le sue sfaccettature.
Quelle più classiche, quelle "rock", quelle mischiate con l'elettronica e quelle che hanno a che fare con la psichedelia.
Anche i Gowns rientrano in questo calderone. Per quanto i contorni della loro musica siano in realtà molto più sfumati e difficili da delineare.
Al centro di tutto c'è un cantato. Quello svogliato di Erika Anderson, una fusion su due gambe tra la Nico di "Marble Index" e Pj Harvey. L'unico elemento ben definito e, tra mille virgolette, normale. Il resto, tutto il resto, dalle chitarre, alla batteria, al violino e all'elettronica (prevalentemente frutto di synth modulari autocostruiti da Ezra Buchla, pare che il padre lavorasse fianco a fianco con Moog), riesce a sfuggire a qualsiasi tipo di definizione o paragone.
Un affollato pastiche di note e rumori, nessuno dei quali fuoriposto, inquietante e freddo proprio come i paesaggi innevati del film poco sopra citato.
Come i Liars, ma molto meno punk rock.

Gowns - Fake July

Gowns - White Like Heaven



I Get the People sono la nuova creatura di Kevin Shea.
Il batterista di Storm & Stress, ma non solo.
Uno che ha suonato la batteria con chiunque e che viene normale associare ad un certo tipo di scena avant/impro/noise a cui potete aggiungere i suffissi che volete voi e dare vita a quel tipo di definizioni che di solito si trovano sopra le recensioni di Blow Up.
Per dire: io quando leggo robe come "improvvisata radicale" finisco sempre per immaginare uno sconosciuto che si presenta alla porta con tutti i suoi parenti e la loro roba.
La cosa assurda è che i Get the People fanno canzoni. Canzoni "normali". Indie.
Meglio ancora: indie pop.
Il bello, quello che li rende diversi, è tutto nel modo in cui i brani vengono proposti ed arrangiati.
Totalmente free e senza regole. Con Shea che da l'illusione di suonare cose semplici, quando in realtà di semplice non c'è un beato niente.
A vederli dal vivo: mascherati, con il basso a forma di cervello, le parrucche e altre amenità varie, verrebbe da prenderli poco sul serio. Oppure di affrontarli come una sorta di spoof dei primi Pavement. Quelli folli e dissonanti, con ancora Gary Young alla batteria.
E forse è proprio quello che vogliono essere.

Get the People - Got a Lot of Love

Get the People - Don't Get Chipped

7 Comments:

Blogger Cosucce Psicotrope said...

i Gowns li ho visti un mesetto fa assieme ai Father Murphy.

Uno dei miei concerti dell'anno!!!

1:18 PM  
Blogger colas said...

anche io.
Dal vivo mi sembrano molto più "rock" rispetto al disco.

1:47 PM  
Blogger Kekko said...

sì. beh, io il disco l'ho amato ma il live è stato, non so. incredibile, per certi versi. ciò anche la foto cool :)

4:32 PM  
Blogger GarbaMaffia said...

g(O)))wns

erika!!!!! LUVLUVLUVLUV

6:11 PM  
Anonymous E pure bertoncelli... said...

big up per il titolo!!!

6:14 PM  
Anonymous Anonimo said...

comunque nei gowns canta anche lui, non solo la tipa

9:35 AM  
Blogger Please Dont' Go said...

lo so benissimo. Ma la voce di Ezra non è affatto usata in modo tradizionale, mentre a me colpiva la distonia tra il cantato di lei (che a tratti è quasi blues) ed il marasma della musica

9:47 AM  

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