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Weeds



martedì, settembre 25, 2007

Il cantamusicista/2 (aggiornamento settimanale)



La cosa curiosa di questo album è il tag che iTunes gli affibbia automaticamente una volta inserito nel computer per essere importato: world.
Strano, visto che ci troviamo davanti a quello che probabilmente è il capolavoro assoluto per quanto riguarda la musica pop italiana.
E' difficile scrivere qualcosa di "Emozioni", la seconda "raccolta di singoli" confezionata dalla coppia Battisti/Mogol, senza correre il rischio di cadere nel trito e ritrito.
Il disco nato dalla famosa gita a cavallo, da Milano a Roma, che il duo intraprese e portò a termine nell'estate del 1970.
Per una questione di coerenza con l'altra volta, si potrebbe ripetere il gioco della tracklist e rendersi conto di come in "Emozioni" sfilino uno dopo l'altro molti dei classici battistiani destinati a restare e durare nel tempo. Fiori rosa, fiori di pesco, Il tempo di morire, Mi ritorni in mente, 7 e 40, Dieci ragazze, Acqua azzurra, acqua chiara, ancora Non è Francesca e Io vivrò (senza te), Anna, Dolce di giorno.
Ed Emozioni, la title track, uno dei momenti più alti di tutta la carriera di Battisti.
Una canzone, secondo la leggenda, registrata interamente in presa diretta e in una sola take.
Buona la prima, come si suol dire.
L'unico brano ad essere rimasto oscuro è Era, un piccolo saggio di folk bucolico e leggero. Dalle parti di Nick Drake, senza esagerare.



Un'altra analogia che lega la storia musicale di Lucio Battisti a quella dei Beatles è la quasi totale riluttanza nei confronti della musica eseguita dal vivo.
Per questo motivo la tourneé di "Emozioni" (una decina di concerti, in realtà) sarà la sua prima ed ultima. Proprio da questa esperienza nasce "Amore e non amore", il primo disco "vero".
Quello pensato, scritto e concepito per essere un album, e non solo una raccolta di canzoni.
Un disco strano. Stranissimo.
Otto canzoni (più la bonus track Elena no), di cui solo quattro cantate.
Si racconta che quando Battisti le portò da Mogol, per cominciare a lavorare su i testi, quest'ultimo si sia rifiutato di aggiungere le parole.
Per lui andavano bene così.
E ci credo, in quelle canzoni dai titoli chilometrici, per la serie "Lina Wertmuller mi fa una zagana", sono racchiuse idee assolutamente all'avanguardia per l'epoca in cui sono state scritte. Brani figli del progressive (come potrebbe non essere altrimenti?), ma che vanno in mille direzioni diverse. Per certi versi, in alcuni casi, sembra quasi di ascoltare post rock. Prima ancora che Simon Reynolds si facesse venire in mente la definizione.
In tutt'altra direzione vanno i pezzi cantati. Dio mio no (traccia d'apertura. Sette minuti e mezzo!) è una canzone che mi piacerebbe sentire risuonata dai Velvet Underground.
Basta immaginare cosa potrebbero essere quelle chitarre se solo fossero distorte, soprattutto sulla bellissima coda strumentale (in cui si sente Battisti urlare i nomi dei musicisti per chiamare gli assoli). Una e Se la mia pelle vuoi confermano la passione dell'autore per il soul e la black music in genere. Supermarket è folle e al tempo stesso geniale nel suo essere volutamente sconclusionata e con un testo che oscilla in bilico tra l'estrema quotidianità e l'assoluto surrealismo. In parole povere, in quei quattro minuti e cinquantuno c'è racchiusa tutta la carriera discografica di Bugo e altri come lui.

Entrambi gli album sono acquistabili in edicola, per tutta la settimana, alla cifra di 12.90€ (putroppo in allegato ti danno anche Sorrisi e Ceffoni. Aveva ragione Dis0rder).

Ascolta: Una poltrona, un bicchiere di cognac, un televisore, 35 morti ai confini di Israele e Giordania.
Guarda: Emozioni ("A casa di Ornella").

12 Comments:

Anonymous miic said...

senza contare che il titolo del pezzo che hai postato è sempre attualissimo (a parte, forse, il cognac)

5:02 PM  
Anonymous Anonimo said...

emozioni è incredibile.
non ha una canzone brutta!

1:47 AM  
Blogger seralf said...

sono contento che facciano iniziative promozionali del genere: ovviamente non tanto per fare intascare più soldi a mogol o sorrisi e canzoni, quanto perchè la gente tende a dimenticarsi il Battisti più eclettico (che è poi il migliore IMHO, da "Amore e non amore" ai capolavori incisi a metà settanta con Il Volo, uno su tutti "Anima Latina")
gli strumentali credo non sfigurino rispetto a certi inglesi contemporanei, eppure ovviamente per i motivi che citavi non si ci si riesce a distaccare da "10 ragazze per me", quindi una volta tanto condivido una iniziativa di marketing, hai visto mai? :-)

PS ma lo sai che il fondoschiena è quello della moglie? non so a me ha sempre fatto ridere sta cosa
PPS non è che per caso alle 15:00 odierne (martedì) eri a termini a parlare al cellulare, osservato in modo strano e insistente da un tizio miope e barbuto? se si tu eri tu e io sono io ;-)

11:04 PM  
Anonymous MissVengeance said...

alla fnac di milano costano più o meno la metà, l'ho sempre detto che tv sorrisi e canzoni cerca di fregarci

6:51 AM  
Blogger colas said...

Seralf: sì, ero io, ma non mi sono resoconto di nulla, talmente ero incazzato, frustrato e preoccupato per una serie di sfighe accadute in sequenza.

MissVegeance: no,no. I cd sono stati abbassati di prezzo parallelamente all'uscita in edicola.
E costano 6 euro l'uno, ma vengono venduti a coppia.
Poi se mi dici che alla fnac sono a tre euro, oggi vado alla bufalotta e faccio razzia
:D

9:57 AM  
Anonymous Anonimo said...

Potrei sbagliarmi, ma quelle in vendita alla Fnac (le avevano anche da Mel, fino a non molto tempo fa) sono le edizioni orribili in misero digipack ultrasottile. E senza alcune note di copertina.

Più che altro, il sogno sarebbe che il cofanetto venisse finalmente completato...

Per il tenutario: quando vuoi metterlo come 'bonus', faccio il .pdf di quell' articolo.



PleaseDon'tGoSad, Pandas

10:23 AM  
Blogger colas said...

Oddio, quelle ristampe sono una delle più inspiegabili follie che la discografia italiana ricordi (Ricordi).
"Serie Oro", quindi deluxe. In realtà sono terribili e poverissime. (ma il cd è dorato, eh beh).

10:49 AM  
Blogger seralf said...

ach mi spiace per le sfighe: meno male che non ho provato a salutarti allora, finiva che me lanciavi addosso qualche anatema ehehehe

3:34 PM  
Blogger Amor Fou said...

Anima latina ! Umanamente uomo! ps cmque zampaglione sarebbe ben felice di avere la mia voce ;-)e magari anche di ricordarsi come si scrivono le canzoni d' autore...

4:49 AM  
Blogger colas said...

cavoli, voleva essere un complimento in realtà... Zampaglione quando era in stata do grazia ha scritto grandi cose

8:51 AM  
Blogger Amor Fou said...

anche io lo volevo rimarcare ! pensa che secondo me ancora su Illusioni Parallele c'erano delle gemme...La terra vista dalla luna..anche solo per il titolo De Curtis/Pasoliniano...

11:29 AM  
Blogger colas said...

Sì, quel pezzo era bello.
Anche Autostrada, per quanto "già fatta" (Zampaglione che plagia se stesso) aveva un suo perché.
Il resto del disco no, era noiosissimo.
Poi ha scoperto il cerone ed è finita

11:38 AM  

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